L’analisi rappresentata – Il programma

31° Convegno Studi Vedere e Studiare Cinema – 68° Consiglio Federale FIC

diretta streaming, sabato 26 settembre 2020 alle ore 15.30

L’analisi rappresentata

I videosaggi: forme e funzioni di un pensiero critico che ambisce a fare delle immagini il cuore del proprio discorso. Sul cinema, sicuramente, ma non solo su di esso.

Chiara Grizzaffi –Il videosaggio online, tra istituzionalizzazione e sperimentazione

Sono trascorsi ormai più di dieci anni da quando, nei primi blog online, alcuni critici e cinefili hanno iniziato a sfruttare il potenziale di strumenti di video editing accessibili e dal costo ridotto e di piattaforme di videosharing come YouTube per realizzare e condividere online forme audiovisive di critica e analisi del film. Nelle sue fasi iniziali, la pratica del videosaggio presentava un carattere quasi ‘amatoriale’, a tratti ludico, di ‘saggio’ nel senso meno ricordato del termine – quello, cioè, di un tentativo, di un esperimento, di un azzardo. Successivamente si è assistito a un processo di ‘istituzionalizzazione’ che ha visto il videosaggio affermarsi come pratica critica in magazine online, come metodologia di ricerca per studiosi di tutto il mondo, come strumento didattico in scuole e università, come elemento di promozione e valorizzazione dei prodotti dell’industria culturale.

In questo percorso, il videosaggio ha mantenuto la tendenza all’ibridazione con forme, generi e modelli passati e presenti (il film saggio, il documentario sul cinema, le pratiche di fandom), ma ha anche sviluppato caratteristiche sue proprie, spesso legate all’ambito di sviluppo e diffusione (la pubblicazione accademica, il magazine di critica, il festival di cinema…), oscillando fra il desiderio di trovare legittimità attraverso forme rigidamente strutturate e quello di costituirsi come un ‘esperimento’ che sfugga alle maglie strette di categorizzazioni e ambiti settoriali.

L’intervento intende mettere in evidenza questa tensione attraverso la discussione di alcuni esempi, utili a fornire un orientamento nella complessa e sfaccettata produzione di analisi e critica per immagini, per metterne in luce potenzialità e criticità, ma anche per rilanciare sui possibili sviluppi futuri di una forma ancora in divenire.

Chiara Grizzaffi è assegnista di ricerca presso l’Università IULM di Milano. Suoi saggi sono stati pubblicati in riviste scientifiche come «Bianco e Nero» e «Cinergie» e in diversi volumi, fra cui Harun Farocki. Pensare con gli occhi, a cura di Luisella Farinotti, Barbara Grespi e Federica Villa (Mimesis, Milano 2017) e Critofilm. Cinema che pensa il cinema, a cura di Adriano Aprà (Pesaro Nuovo Cinema, 2016). La sua monografia, I film attraverso i film. Dal “testo introvabile” ai video essay, è uscita per Mimesis nel 2017.


Giampiero Frasca –Cinema al quadrato: Kogonada, dal videosaggio alla fiction

Considerato uno dei più grandi autori di videosaggi e mashups, realizzati soprattutto per Sight & Sound e Criterion Collection, Kogonada riflette sul cinema unendo in un unico istantecritico e percettivo la chiarezza della spiegazione all’evidenza delle immagini. La palese autorialità nella realizzazione dei suoi lavori travalica spesso l’oggetto studiato, creando di fatto un’appropriazione in cui l’approccio critico risiede soprattutto nella selezione del materiale. Allo stesso tempo, la rielaborazione ritmica dello stesso materiale è propria di un videoartista, malgrado lo stesso Kogonada definisca il suo lavoro come una via di mezzo tra il bricolage e il sushi.

Quasi consequenziale è stato quindi l’approdo al lungometraggio di finzione, in cui sono evidenti ossessioni cinematografiche e pratiche comunicative precedenti.

L’intervento intende analizzare il contributo di Kogonada all’arte del videosaggio, mostrando contemporaneamente affinità e divergenze con altri noti videomaker e le specificità che egli ha importato nel suo passaggio alla regia cinematografica.

Giampiero Frasca scrive di cinema. Tra i suoi libri, Road Movie (2001), Manuale dei generi cinematografici (2002), C’era una volta il western (2007), Storia e storie del cinema americano (2013), La suspense (2015).


Laura Spini –Adam Curtis: documentare la controstoria

Un’introduzione all’opera di Adam Curtis, videosaggista inglese con un approccio apertamente polemico e politico alla narrazione della contemporaneità, particolarmente in relazione alle modalità con cui si manifesta e si esplica il potere. Il suo lavoro non prospetta alternative alla distopia in cui viviamo, affidando allo spettatore la responsabilità di interrogarsi su quale futuro lo aspetta, date queste premesse. Con estratti da Hypernormalisation, The Century of the Self, It Felt Like a Kiss.

Laura Spini, bergamasca, cinefila e cinofila, lavora come regista e montatrice in Gran Bretagna. Ha scritto di cinema per «Il Tascabile», «Rolling Stone», «Rivista Studio» e altre pubblicazioni. Insegna montaggio e teorie del montaggio in varie università inglesi e, in Italia, alla Scuola Holden di Torino.  


Antonio Somaini e Cécile Chièze – I videosaggi come forma di analisi cinematografica e l’eredità della teoria ejzenštejniana del montaggio



In un vasto corpus di scritti elaborati nel corso di venticinque anni (1923-48) e solo in minima parte pubblicati durante la sua vita, Sergej M. Ejzenštejn ritorna a più riprese sullo statuto, le forme e i campi di applicazione del montaggio. Di questo procedimento – di cui cercava le origini nei riti dionisiaci, come Nietzsche lo faceva per la tragedia – non gli interessavano solo le possibilità di applicazione nel contesto della realizzazione di un film, ma anche il potenziale conoscitivo, euristico ed ermeneutico, nei confronti della storia e della teoria dell’arte. Il montaggio era per Ejzenštejn una forma di pensiero e uno strumento di analisi, la cui efficacia poteva essere sperimentata analizzando non solo dei film, ma anche un ampio ventaglio di opere provenienti dai diversi campi del disegno e della pittura, della scultura e dell’architettura, della letteratura e della musica.
In anni recenti – grazie anche a una serie di pubblicazioni che hanno fatto conoscere a un pubblico più ampio di artisti, filmmaker e critici delle parti dell’opera di Ejzenštejn rimaste a lungo sconosciute – i principali protagonisti della pratica contemporanea dei videosaggi si sono interrogati sul senso e sulla portata dell’eredità delle idee ejzenštejniane. La rivista [in]Transition. Journal of Videogrphic Film and Moving Image Studies ha dedicato nel 2019 un numero speciale, intitolato Montage Reloaded, proprio a questo tema, pubblicando quattro videosaggi realizzati a seguito di una conferenza intitolata “Eisenstein for the Twenty-First Century”.
Nel loro intervento, Antonio Somaini e Cécile Chièze rifletteranno sull’eredità dell’opera ejzenštejnianea in relazione alla possibilità di concepire il videosaggio come forma audiovisiva fondata sul montaggio e come strumento d’analisi del montaggio stesso 

Antonio Somaini è Professore ordinario di Teoria del cinema, dei media e della cultura visuale presso l’Université Sorbonne Nouvelle – Paris 3, dove dirige il Département Cinéma et Audiovisuel. Tra le sue pubblicazioni, il libro Ejzenstejn. Il cinema, le arti, il montaggio (Einaudi 2011) e la curatela di scritti di Ejzenstejn come le Note per una storia generale del cinema (Amsterdam University Press, 2016)

Cécile Chièze ha conseguito il diploma del master internazionale IMACS (International Master in Audiovisual and Cinema Studies), ed è attualmente iscritta in dottorato presso l’Université Sorbonne Nouvelle – Paris 3. All’attività di ricerca affianca un’attività di montatrice e di insegnamento del montaggio in scuole di cinema a Parigi come l’ESRA, i Gobelins e l’Université Sorbonne Nouvelle Paris 3. La sua tesi di dottorato riguarda il videosaggio come forma di analisi


Modera l’incontro: Saverio Zumbo (Premio Adelio Ferrero, Alessandria)

Saverio Zumbo è autore di saggi e monografie su Antonioni, Kubrick, Wenders, Hitchcock, Bene, Rouch, Eisenstein. Le sue ricerche sono focalizzate in particolare su modernità cinematografica, psicologia del profondo e cultura visuale. Insegna cinema presso l’Università di Genova (campus di Savona). È tra gli organizzatori del Festival Adelio Ferrero, per il quale cura la sezione video-saggi.

Questa voce è stata pubblicata in blog. Contrassegna il permalink.

I commenti sono chiusi.