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Play It Again!

– Play it, Sam, play “As Time Goes By”.
(Casablanca, 1942, di Michael Curtiz)

– Play it again, Sam.
(Provaci ancora Sam, 1972, di Herbert Ross)

FIC, con il patrocinio dell’Università degli Studi di Bergamo, per l’anno scolastico 2022/2023 è lieta di poter presentare il nuovo format contenutistico Play It Again! – Percorsi di educazione al visivo legato ai temi della media education, con azioni rivolte a docenti e studenti delle scuole di ogni ordine e grado.

Play It Again è estesa a tutto il territorio nazionale, fruibile sia in presenza che online, composta da moduli di 8 ore acquistabili singolarmente o in pacchetti a tariffa agevolata per i circoli aderenti alla rete FIC.

Queste unità di apprendimento, più brevi ma animate dalla medesima prospettiva metodologica di Animaction, intendono offrire a studenti e docenti dei focus su temi specifici e oggi assolutamente centrali nell’ambito della media education. Se negli ordini di scuola inferiori si lavorerà soprattutto sulla costruzione di una serie di competenze di base (lettura critica e decodifica consapevole dei testi mediali), nella scuola secondaria di secondo grado si lavorerà più direttamente con tematiche trasversali (l’immagine-documento e il rapporto fra immagine ed identità), utili a costruire forme di cittadinanza attiva. I corsi di formazione specificamente rivolti ai docenti sono pensati per aggiornare gli strumenti critici didattici, riconoscendo all’insegnante un ruolo chiave per la diffusione di un atteggiamento più attento e consapevole verso la mediasfera contemporanea.

Le attività del progetto, a cura del Dott. Giuseppe Previtali, docente presso l’Università degli Studi di Bergamo, coadiuvato da una rete di formatori da lui selezionati, sono pensate per essere svolte sia in presenza che in modalità e-learning e si propongono di colmare un vuoto importante nelle competenze di studenti e insegnanti, offrendo strumenti di orientamento e analisi in un presente sempre più mediato dalle immagini e dai processi digitali.

Contro la passiva assimilazione di gesti e comportamenti legati all’uso dei dispositivi di comunicazione e dei social network, il progetto si rivolge alle giovani generazioni che hanno sempre più conoscenza delle nuove tecnologie per spronarle ad adoperare creativamente questi strumenti

Il progetto si articola in moduli trasversali legati all’educazione mediale, affiancando ad attività di analisi del linguaggio visivo (fotografico, post-fotografico e cinematografico), attività legate alla consapevolezza dei processi di mediazione all’opera nel contesto digitale.

Le scuole e i circoli che sceglieranno di aderire al progetto potranno liberamente opzionare uno o più moduli, da 8 ore ciascuno, offrendo così dei veri e propri focus su problemi specifici dell’educazione mediale. Le attività saranno previste in modalità ibrida (e-learning e in presenza), secondo le necessità dei singoli utenti, al fine di garantire la massima possibilità di accesso su tutto il territorio nazionale.

Moduli per la scuola primaria:

  1. Analisi del film animato
  2. Illusione del movimento e giocattoli ottici
  3. L’immagine fotografica: esperienze di analisi e produzione
  4. Corso di formazione per insegnanti: Elementi di Media Education 1

Moduli per la scuola secondaria di primo grado:

  1. Analisi del testo audiovisivo
  2. Film e serie tv: generi e strutture seriali
  3. La fotografia al tempo dei social network
  4. Corso di formazione per insegnanti: Elementi di Media Education 2

Moduli per la scuola secondaria di secondo grado:

  1. Analisi del testo audiovisivo
  2. L’immagine-documento
  3. Lessico minimo per una cittadinanza digitale
  4. Corso di formazione per insegnanti: Elementi di Media Education 3
Ecco il dettaglio della proposta:

Ogni ente aderente è libero di opzionare uno o più moduli, concordando direttamente con la Segreteria FIC le modalità e i tempi di erogazione.
La formazione per i docenti è prevista esclusivamente in modalità e-learning sincrona o asincrona, in base alle esigenze dei singoli aderenti.


Info e contatti:

Segreteria FIC – Federazione Italiana Cineforum
Proposte formative per la scuola, Lara Raimondi
lara@cineforum-fic.com
370 3625936 (lunedì-venerdì, ore 10.00-14.00)

Referente scientifico
Dott. Giuseppe Previtali
giuseppe.previtali@unibg.it

Animaction!

Una nuova proposte per la scuola targata FIC

FIC apre la sua offerta formativa al mondo della scuola, portando l’educazione al cinema e all’audiovisivo direttamente in classe!
Una proposta indirizzata ad alunni e insegnanti delle scuole di ogni ordine e grado.

Animaction – L’animazione delle immagini a scuola tra senso critico e nuove competenze

Un progetto indirizzato al territorio (Bergamo città e provincia) che, attraverso una serie di azioni rivolte sia agli studenti che ai docenti, intende promuovere nuove forme di alfabetizzazione al visivo, che riguardino non solo il cinema ma tutti i media con i quali bambini e ragazzi hanno quotidianamente a che fare. Che si tratti di film, fotografie, fumetti o serie TV, è oggi urgente dotare le nuove generazioni di un armamentario critico aggiornato, per sviluppare nuove forme di consapevolezza nei processi di mediazione all’opera nella società contemporanea. Animaction porterà nelle sette scuole partner del progetto una serie di interventi di formazione di natura laboratoriale, durante i quali – in accordo con l’età degli interlocutori e i loro interessi – sarà possibile lavorare su temi quali: analisi e produzione dell’audiovisivo, le forme della fotografia contemporanea, il fumetto, la serialità e i generi televisivi, le forme di traduzione transmediale e il rapporto fra cinema e filosofia.

Animaction è un’iniziativa realizzata nell’ambito del Piano Nazionale Cinema e Immagini per la Scuola promosso da MIC – Ministero della Cultura e da MI – Ministero dell’Istruzione

Info e contatti:

Segreteria FIC – Federazione Italiana Cineforum
Proposte formative per la scuola, Lara Raimondi
lara@cineforum-fic.com
370 3625936 (lunedì-venerdì, ore 10.00-14.00)

Al cuore dei conflitti 2022

XII edizione

Siamo alla dodicesima edizione della proposta cinematografica Al cuore dei conflitti, che quest’anno presenta cinque film che si interrogano – almeno tre su cinque – sulle “piccole guerre” che, sebbene circoscritte entro territori limitati, ancora condizionano le relazioni tra gli Stati e hanno un effetto pesante sulle popolazioni e le comunità coinvolte, con conseguenze devastanti anche sull’ambiente e sulle architetture civili.
Il quadro internazionale è stravolto ora dallo scoppio della guerra tra la Russia, Paese invasore, e l’Ucraina, che sta opponendo una forte resistenza alle pretese espansionistiche dell’ex colosso sovietico.
Questo conflitto sta cambiando radicalmente gli scenari delle forze in campo; non si tratta più di una situazione fortemente localizzata, ma di una sfida – che questa volta rischia di diventare globale – tra opposte visioni del mondo, in pratica di una spartizione di zone di influenza, dove entrano in gioco strategie di mercato e collisioni tra regimi autoritari e sistemi di democrazia in progress. La contrapposizione è talmente violenta che si parla del possibile ricorso alle armi nucleari. Non dimentichiamo, poi, che questa guerra è iniziata nel 2014 con l’occupazione russa della Crimea; “fatti” limitati che rischiano di allargarsi a macchia d’olio.
La tensione è alta, lo scacchiere internazionale si sta ulteriormente complicando.

Il progetto ideato da FIC – Federazione Italiana Cineforum, in collaborazione con Associazione Laboratorio 80, Cooperativa Lab 80 film, Bergamo Film Meeting Onlus e, per il secondo anno consecutivo, Alpe Adria Cinema – Trieste Film Festival è quindi ancora più motivato da ciò che sta avvenendo sotto i nostri occhi, geograficamente non tanto lontano, ai confini dell’Europa, in un’area che nel secolo scorso è stata oggetto di spartizioni e annessioni, prima di raggiungere nel 1991 la piena indipendenza.

Il cinema rappresenta e interpreta la realtà e con ciò si fa strumento di analisi, di riflessione e di approfondimento. Può permetterci di capire, sia guardando al presente che facendo “rivivere” il passato, con l’intento, in ogni caso, di comprendere meglio gli sviluppi in corso.
Come si diceva, cinque film compongono la rassegna di quest’anno: sommando i Paesi di origine e tenendo conto delle co-produzioni, il totale è di 10 nazioni interessate. Da un certo punto di vista, è un segnale positivo: vuol dire che esiste una sensibilità sovranazionale disposta a trattare argomenti tragici e complessi allo stesso tempo, che non possono essere considerati a sé stanti, e contribuiscono anche ad allargare la visuale, evitando pregiudiziali ideologiche, spesso limitative e deformanti. Anche lo sguardo sul passato, narrato in due film della rassegna, oltre a essere strumento di conoscenza, aiuta a capire come esegesi politiche, comportamenti prevaricatori, manipolazioni ideologiche, vengano da lontano e siano esumati a fini giustificatori.

I conflitti sono drammatici nel loro manifestarsi, ma altrettanto drammatici sono gli effetti che ricadono sui singoli individui, come succede ai due protagonisti di Sentinelle SudSouth Sentinel, del francese Mathieu Gérault. Reduci dall’Afghanistan, non riescono a ritrovare il sentimento della convivenza e finiscono per essere inghiottiti dal mondo della criminalità. Il film ha vinto il Primo Premio del pubblico della 40ª edizione di Bergamo Film Meeting.

Sentinelle Sud – South Sentinel
di Mathieu Gérault
v.o. francese, sott. italiani
Francia, 2021, 97′

All’indomani di un’imboscata in Afghanistan che ha decimato la sua unità, il soldato Christian Lafayette ritorna in Francia. Mentre cerca di riprendere una vita normale, Mounir, suo compagno d’armi rimasto ferito nell’agguato, lo coinvolge in un traffico di oppio. La missione che li ha visti come unici sopravvissuti forse non era quella che credevano. Lafayette, con un’infanzia segnata dall’abbandono e ora tormentato eroe di guerra, sembra inizialmente reagire scegliendo il circolo vizioso della violenza e della criminalità. Per riuscire a sfuggirvi, l’ex soldato dovrà riappacificarsi con il proprio passato e imparare ad amare…


Sempre da Bergamo Film Meeting proviene Kryštof di Zdeněk Jiráský, che ci riporta in Cecoslovacchia durante gli anni ’50, in piena epoca stalinista. La repressione degli studenti e delle strutture religiose è al centro della narrazione, riportandoci esplicitamente a situazioni attuali. Temi peraltro che non sono limitati alle circostanze richiamate dalle storie mostrate.

Kryštof
di Zdeněk Jiráský
v.o. ceca, sott. italiani
Repubblica Ceca, Slovacchia, 2021, 101’

Anni ’50, Cecoslovacchia, epoca stalinista. Kryštof è un novizio in una comunità monastica. Con i fratelli condivide la contemplazione, ma aiuta anche i cecoslovacchi a fuggire dal regime attraverso il confine tedesco. Una sera assiste alla brutale repressione da parte della polizia nei confronti di alcuni studenti, mentre la comunità dove vive viene distrutta. Kryštof rimane impotente a osservare la deportazione dei monaci. Se un tempo voleva fuggire dal mondo rifugiandosi in un monastero, ora deve scappare da lì per salvarsi la vita.


Un contesto conflittuale può essere ben rappresentato anche da una commedia, un film apparentemente leggero, che filtra il conflitto attraverso la preparazione di una pietanza tradizionale, ennesimo motivo di scontro, come succede nel film Deset u PolaUna storia di vicinato non proprio amichevole [t.l.] del bosniaco Danis Tanović, sempre con le antenne alzate a captare le tensioni di una terra tormentata, solcata da attriti che sembrano imperituri, assolutamente insanabili.

Deset u Pola – Una storia di vicinato non proprio amichevole [t.l.]
di Danis Tanović
v.o. bosniaca, sott. italiani
Bosnia-Erzegovina 2021, 90’

Sarajevo, maggio 2021. Dopo un anno dall’inizio della pandemia, Enes e Izo, amici e vicini da sempre, cercano di rilanciare i rispettivi ristoranti, proponendo i celebri ćevapčići, i tipici spiedini della città. La recensione di una food vlogger scatena però tra i due un’inusuale rivalità, travolgendo le loro vite familiari e i rapporti dell’intero vicinato.


Continua il suo lavoro di ricerca e di scavo nel passato l’ucraino Sergej Loznitsa, che con Babi Yar. Context, utilizzando potenti immagini di repertorio, ricostruisce la strage di 33.771 ebrei nella gola di Babij Jar, a Nord-Ovest di Kiev. I filmati, con un montaggio teso e in drammatico crescendo, acquisiscono una sorta di universalità trasversale e incidono sul presente di un territorio sottoposto ora a una durissima prova, umana e ambientale.

Babi Yar. Context
di Sergej Loznitsa
v.o. russa/tedesca, sott. italiani
Paesi Bassi, Ucraina 2021, 121’

Nel settembre 1941, il Sonderkommando 4a dell’Einsatzgruppe C, con l’aiuto dei battaglioni del Reggimento di Polizia del Sud e della Polizia Ausiliaria Ucraina, e senza alcuna resistenza da parte della popolazione locale, fucilò 33.771 ebrei nella gola di Babij Jar, a nord-ovest di Kiev. Il film ricostruisce il contesto storico di questa tragedia attraverso filmati d’archivio che documentano l’occupazione tedesca dell’Ucraina e il decennio successivo.


Completa la rassegna Darkling di Dušan Milić, che racconta una situazione poco nota, creatasi a seguito del conflitto in Kossovo. Il film racconta la diffidenza, l’abbandono della terra, il frantumarsi delle comunità, l’odio impossibile da estirpare, l’ostilità che vede nell’altro lo straniero, il nemico, l’usurpatore.

Darkling
di Dušan Milić
v.o. serba/inglese/italiana, sott. italiani
Serbia, Italia, Bulgaria, Danimarca, Grecia, 2022, 104′

Subito dopo la fine della guerra in Kosovo, la maggior parte delle famiglie di entrambe le nazionalità, serbe e albanesi, sono state sfollate; molte di loro ne sono uscite devastate fisicamente e psicologicamente. Chi è rimasto ha convissuto l’uno al fianco dell’altro, con un senso di paura costante e una diffidenza che ha alimentato la vendetta. E nei villaggi le persone hanno iniziato a svendere le proprie fattorie per sfuggire a nuovi conflitti.


I temi di questa dodicesima edizione di Al cuore dei conflitti sono molteplici. Il cinema degli autori selezionati li esplora cercando di porre domande, di sollecitare dubbi, di calarsi nelle diverse complessità, con l’intento di condividere letture e usare le immagini per interrogarci su ciò di cui siamo spettatori “distaccati”.


Per tutti i circoli in regola con il rinnovo della quota associativa 2022-2023, il pacchetto completo (5 film) Al cuore dei conflitti 2022 è proposto a una tariffa speciale per il passaggio in sala, disponibile in tutti informati, v.o. sott. it.. Per tutte le info, costi, assistenza tecnica: info@cineforum-fic.com.

Bad Girls: 6 nuovi corsi (in presenza!)

Dopo la due giorni con il Convegno di Studi Bad Girls, stanno per arrivare i nuovi corsi targati FIC – Cineforum! Bad Girls: 6 nuovi moduli da 2 ore, in presenza, dedicati alle cattivissime del cinema di tutti i tempi (e di tutti i generi).

I sei moduli:
Vampire, vamp, Marlene e donne fatali a cura di Pier Maria Bocchi
Il noir, Rita e le dark lady a cura di Ilaria Feole
Assassine, avvelenatrici, serial killer, vendicatrici a cura di Barbara Rossi
Le bastarde del mélo, da Bette Davis a Lady Macbeth a cura di Emanuela Martini
Mammine (e sorelline) care a cura di Emanuela Martini
Regine e altre cattive di Disney&co a cura di Luca Malavasi

Bad Girls: 6 appuntamenti per un omaggio alle cattivissime del cinema di tutti i tempi (e di tutti i generi): dark lady, vampire, vamp, donne fatali, assassine, serial killer, vendicatrici, regine, mammine (e sorelline) care.

Il nuovo pacchetto corsi “Bad Girls” inaugura a Brescia il 15 ottobre (gratuito con prenotazione obbligatoria).
In collaborazione con Fondazione Brescia Musei – Cinema Nuovo Eden

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Vampire, vamp, Marlene e donne fatali a cura di Pier Maria Bocchi
Non è mai esistita una donna-vampiro star. L’immaginario maschile dai canini aguzzi è leggendario (Bela Lugosi, Christopher Lee), quello femminile no. È un caso se nell’horror l’immagine del femminino molto raramente coincide con l’immagine dello stardom? Le vampire del cinema nascono nell’ombra e nell’ombra ritornano (i kaidan giapponesi), sono delle figure. Nella Hammer la vampira è generalmente un’illustrazione. Le dive si prestano a succhiare il sangue una tantum (Delphine Seyrig, Catherine Deneuve, Grace Jones). La femme fatale e la vamp al contrario conquistano da sempre il centro dell’inquadratura, muovono la scena, fanno la scena; l’uomo ne ha paura, non vuole sconfiggerle, vuole innamorarsi, perciò soccombe. A questo proposito, non c’è nessuno al cinema che abbia saputo muovere e fare la scena come Marlene Dietrich, in particolare nel suo matrimonio artistico con Josef von Sternberg (7 film).   

Pier Maria Bocchi è studioso e critico cinematografico. Collabora con “Film Tv”, è redattore di “Cineforum” e scrive per cineforum.it. Tra le sue pubblicazioni, Michael Mann (Il Castoro), Mauro Bolognini (con Alberto Pezzotta, Il Castoro), Mondo Queer – Cinema e militanza gay (Lindau), Woody Allen – Quarant’anni di cinema (Le Mani), Invasion Usa – Idee e ideologie del cinema americano anni ’80 (Bietti Heterotopia), Brivido caldo – Una storia contemporanea del neo-noir (Rubbettino) e Michael Mann – Creatore di immagini (minimum fax). Ha curato le interviste e le ricerche per il documentario Made in Hong Kong. Dal 2007 al 2019 ha fatto parte del comitato di selezione del Torino Film Festival. Dal 2020 al 2021 è stato curatore della sezione Le stanze di Rol del Torino Film Festival.


Il noir, Rita e le dark lady a cura di Ilaria Feole
Dalla Barbara Stanwyck di La fiamma del peccato alla Carey Mulligan di Una donna promettente, passando per la Rita Hayworth di La signora di Shanghai, la Catherine Deneuve di La mia droga si chiama Julie e la Jessica Lange di Il postino suona sempre due volte: tutte le sfumature di nero delle dark lady, seduttrici fatali, mangiauomini e vamp, e le loro mutazioni dal cinema classico fino alla rivoluzione del #MeToo.

Ilaria Feole è nata a Milano nel 1983. Scrive di cinema e serialità per il settimanale «Film Tv» e fa parte del comitato di selezione della Settimana Internazionale della Critica. È autrice delle monografie Wes Anderson. Genitori, figli e altri animali (Bietti, 2014) e C’era una volta in America di Sergio Leone (Gremese, 2018) ed è tra gli autori di Tutto Fellini (Gremese, 2019) e Architetture del desiderio. Il cinema di Céline Sciamma (Asterisco, 2021).


Assassine, avvelenatrici, serial killer, vendicatrici a cura di Barbara Rossi
Si sa – come recita il titolo del celebre film di George Cukor del 1935, con Katharine Hepburn e Cary Grant – che “Il diavolo è femmina”. C’è di più: l’animo femminile – pare raccontarci il cinema della contemporaneità – è capace di sfoggiare, se messo duramente alla prova e in determinate situazioni, non soltanto astuzie mefistofeliche, ma anche temibili, impreviste e raccapriccianti capacità di reazione agli eventi avversi e ai reali o presunti oltraggi perpetrati a suo danno. Dalla Alex di Attrazione fatale alla Annie di Misery non deve morire, passando per La Sposa di Kill Bill: Volume 1 e 2 sino ad arrivare alla Alma di Il filo nascosto, un viaggio cinefilo tra i personaggi femminili più diabolici e violenti degli ultimi trent’anni, per i quali la vendetta può assumere molte forme, ma di sicuro non è un piatto che si consuma freddo.  

Barbara Rossi, media e film educator, è vicepresidente della FIC (Federazione Italiana Cineforum) e presidente dell’Associazione di cultura cinematografica e umanistica “La Voce della Luna” di Alessandria. Dal 2018 è organizzatrice e curatrice, ad Alessandria, della Summer School sui linguaggi del cinema e dei media “Immersi nelle storie”. Giornalista pubblicista, collabora con la rivista “Cineforum”, con “Il Piccolo” di Alessandria e altre testate locali. Nel 2015 ha pubblicato, con l’editore Le Mani, Anna Magnani, un’attrice dai mille volti tra Roma e Hollywood;nel 2019, con la casa editrice Bietti, Edgar Reitz. Uno sguardo fatto di tempo, monografia dedicata a uno dei maestri fondatori del Nuovo Cinema Tedesco degli anni Sessanta; nel 2021 ha visto la luce per la casa editrice Petite Plaisance Recitare il tempo. Le voci della Heimat di Edgar Reitz.


Le bastarde del mélo, da Bette Davis a Lady Macbeth a cura di Emanuela Martini
La terribile, ossessionata antieroina interpretata da Gene Tierney in Femmina folle (capolavoro fiammeggiante del 1945 di John Stahl) non è la più crudele né certamente la prima delle tante signore che hanno percorso il melodramma cinematografico senza mai piegarsi al riscatto morale, o chiedere perdono o, tantomeno, pentirsi. A partire dalle voraci vamp del muto, attraverso le numerose, volitive malvage cui diede volto e tempra Bette Davis e le insospettabili incursioni nella perfidia di Katharine Hepburn (Improvvisamente l’estate scorsa) e Isabelle Huppert (spesso, nei mélo-noir di Chabrol), per arrivare fino alla recente Florence Pugh di Lady Macbeth (raggelato mélo brönte-vittoriano diretto nel 2016 da William Oldroyd), le signore dilaniate per troppo amore o disamore, per odio o vendetta, per gelosia o rabbia, o per pura, intima ossessione di dominio hanno sedotto più di un secolo di cinema (e svariati secoli di narrativa e drammaturgia).

Mammine (e sorelline) care a cura di Emanuela Martini
Un ramo della famiglia delle Bad Girls, non meno ricco di spunti e di figure interessanti, è quello delle mamme e delle sorelle. Qualcosa di più del mero rapporto di natura disfunzionale fra consanguinee, affonda le sue radici nelle zone più misteriose della mente e nei territori più impervi del mélo e del noir. Queste donne non sono dark ladies, non ambiscono a ricchezza, rivalsa o potere; sono mamme e sorelle che covano livori e desideri di controllo molto più profondi. Donne che rendono la vita impossibile alle proprie sorelle, vuoi per vendetta (Che fine ha fatto Baby Jane?) vuoi per invidia (Lo specchio scuro; Sisters), o che tormentano le proprie figlie spinte dal fanatismo religioso (Carrie, lo sguardo di Satana) o da una specie di complesso di superiorità (Mammina cara). Non bisogna cadere, però, in errore: fra loro vi sono anche madri amorevoli e affettuose come la protagonista La signora ammazzatutti, un vero angelo della famiglia che per il benessere e la sicurezza dei suoi cari è disposta a tutto. Fin troppo a tutto…

Emanuela Martini, romagnola, nata a Forlì, laureata in Scienze Politiche, appassionata di cinema fin dall’infanzia, cresciuta tra i generi più disparati (dai mélo di Sirk a Jerry Lewis, dai musical alla fantascienza) e tra le più eccentriche proiezioni dei cineclub (Bergman, Neorealismo, Stroheim, Busby Berkeley e Hammer horror). Critico cinematografico, nel comitato di redazione di «Cineforum» dalla fine degli anni ’70, direttore di «FilmTv» dal 1996 al 2007, a lungo collaboratore del Domenicale del «Sole 24 Ore», co-direttore di Bergamo Film Meeting dal 1987 al 2007, è stata membro della commissione di selezione della Settimana della Critica della Mostra del Cinema di Venezia e poi selezionatore di altre sezioni della Mostra, e dal 2007 al 2019 vicedirettore e poi direttore del Torino Film Festival.Attualmente è direttore di Cineforum.Esperta di cinema anglo-americano, ha scritto: Storia del cinema inglese, Il lungo addio. L’America di Robert Altman, il Castoro su Powell e Pressburger esu Gianni Amelio, Shakespeare e il cinema e numerose altre monografie su generi e autori. Vive a Milano, prevalentemente con compagni felini.


Regine e altre cattive di Disney&co a cura di Luca Malavasi
Cattive, a volte cattivissime, ma anche, molto spesso, eccentriche, sensuali, divertenti. Le antagoniste del mondo dell’animazione non hanno nulla da invidiare, in termini di fascino e popolarità, alle (generalmente) giovani e belle cui si oppongono. Disney, di cattive, ne ha create di memorabili, da Grimilde (Cenerentola) a Ursula (La Sirenetta), da Crudelia De Mon (La carica dei 101) a Madre Gothel (Rapunzel), ma anche al di fuori della produzione di questo studio le “star” sono innumerevoli, dalla prima strega (dell’Ovest) a colori della storia del cinema protagonista (Il mago di Oz) alla spietata, sensualissima Catwoman, in malefico movimento tra fumetti, cinema e cartoni animati.

Luca Malavasi è professore associato presso l’Università di Genova, dove insegna Storia e analisi del film ed Elementi di cultura visuale. Si occupa prevalentemente di teoria dell’immagine, cultura visuale e cinema contemporaneo. È membro del comitato direttivo della rivista “La Valle dell’Eden”, redattore di “Cineforum” e collaboratore di “FilmTv”, “Limina” e “L’indice dei libri del mese”. Tra i suoi libri: Il cinema. Percorsi storici e questioni teoriche (con G. Carluccio e F. Villa, Carocci, 2015, nuova edizione 2022); Postmoderno e cinema. Nuove prospettive d’analisi (Carocci, 2017); Il linguaggio del cinema (Pearson, 2019); Dalla parte delle immagini. Temi di cultura visuale (con B. Grespi, McGraw-Hill Education, 2022); Pianeta Varda (con A. Masecchia, ETS, 2022), The Future of the Post. New Insights in the Postmodern Debate (con E. Bricco, Mimesis International, 2022).

Bad Girls – Il Consiglio Federale FIC 2022

Care amiche, cari amici

dopo due lunghissimi anni in cui, a causa delle restrizioni provocate dalla situazione pandemica, siamo stati costretti a proporre relazioni e interventi a distanza utilizzando le risorse del web, finalmente questa volta si torna in presenza per il consueto appuntamento di settembre con il Consiglio Federale e con il Convegno Studi promosso dalla FIC.
Come sapete, per il lancio della campagna Tesseramento 2022-2023, abbiamo scelto di procedere ancora con cautela rendendo prima virtualmente disponibili le tessere (all’inizio dell’estate) – così da accogliere le vostre pre-adesioni – e successivamente (con la fine dell’estate) inviarle. Molti circoli hanno già messo a fuoco la programmazione per il nuovo anno e sanno come muoversi; molti altri, purtroppo, non hanno ancora alcuna (o pochissime) certezza/e per il futuro. Ci è parso quindi doveroso tenere una “giusta distanza”, ma siamo felici di poter dire (per scaramanzia ancora sottovoce) che le cose tornano a girare per il verso giusto.
Il 70° Consiglio Federale della FIC si terrà a Bergamo nella mattinata di domenica 25 settembre (ore 10.30-13.30) presso la Sala civica “Laura Bassi” – ex Enel (Via Mazzini, 6/B) e darà spazio alle relazioni di Adriano Piccardi (Presidente), Enrico Zaninetti (Tesoriere), Daniela Vincenzi (Segretario), Barbara Rossi e Sergio Grega (Vicepresidenti), nonché alle domande e agli spunti di riflessione di tutti coloro che vorranno intervenire.

Il 33° Convegno Studi Vedere e Studiare Cinema, quest’anno con il titolo Bad Girls. Le cattivissime dal cinema classico a oggi, progetto a cura di Emanuela Martini e Adriano Piccardi. Il tema di quest’anno è in qualche modo collegato a quello del 2021, che ha visto come protagoniste alcune figure di donne-registe che hanno saputo proporre la qualità del proprio lavoro quando il mestiere del cineasta era appannaggio quasi esclusivamente del genere maschile. Donne, dunque, inappropriate rispetto al contesto in cui si proposero. Sempre di donne parleremo anche quest’anno, ma intese come personaggi: soggetti protagonisti della finzione, ma pur sempre inappropriate per le loro caratteristiche ben poco rassicuranti, capaci di renderle scomode o addirittura pericolose agli occhi della controparte maschile e, conseguentemente, della medesima componente del pubblico. Bad Girls, quindi: ragazze o signore davvero cattive, non tutte necessariamente assassine ma comunque grandi tessitrici di trame, seduzioni e inganni. Non caratterizzate nel loro comportamento da dichiarata pazzia o da motivazioni solide che in qualche modo finiscano per redimerne le gesta, ma espressione di quella sorta di malvagità connaturata che le rende – secondo la formula ormai affermata – inquietanti dark lady.

Si inizia la sera di venerdì 23 settembre (ore 21.00) all’Auditorium di Piazza della Libertà con la proiezione del film di John M. Stahl Femmina folle (Leave Her to Heaven, 1945). Nella giornata successiva, sabato 24 settembre a partire dalle ore 10.30 presso la Sala civica “Laura Bassi” – ex Enel (Via Mazzini, 6/B), si succederanno, tra mattino e pomeriggio, tre interventi critici dedicati alle “cattivissime”, con Emanuela Martini (“Le bastarde del mélo”), Barbara Rossi (“Avvelenatrici, assassine, vendicatrici dai ‘90 al 2020”) e Ilaria Feole (“Le dark lady del noir”). A chiudere il pomeriggio, la presenza di un’ospite, Roberta Torre, in dialogo con le nostre relatrici: una regista dal cui cinema – dove generi e registri espressivi si contaminano producendo risvolti estetici e culturali imprevedibili, volutamente “giocati” al limite – emergono personaggi femminili portatori di contraddizioni e di conflitti. Ci sarà tempo anche per una pausa, anzi due: alle ore 13.30 spezzeremo la giornata con un light break e alle ore 18.30 chiuderemo con un piccolo aperitivo.

Per quanto riguarda la logistica, naturalmente abbiamo previsto la possibilità, per chi vorrà, di pernottare al Central Hostel di Bergamo (Via Ghislanzoni, 30) alla consueta tariffa di adesione di 50 euro, per la notte di venerdì 23 e sabato 24 settembre (oppure anche solo per la singola notte di sabato 24). Per le vostre prenotazioni, la nostra Segreteria è già operativa (info@cineforum-fic.com). I problemi con cui nella nostra attività siamo costretti a fare quotidianamente i conti in questo contesto così precario e difficile, di cambiamenti rapidi e a volte imprevedibili nella fruizione e comprensione del fenomeno cinematografico sono
numerosi. L’esortazione è a muoversi insieme per cercare soluzioni sostenibili con cui sostenere la nostra attività sia a livello locale sia come Federazione.
Contiamo sulla partecipazione e sulla responsabilità di tutti i delegati affinché l’assemblea possa risultare in tal senso utile ed efficace.

Ci vediamo a Bergamo, vi aspettiamo numerosi!
Adriano Piccardi


Bad Girls. Le cattivissime dal cinema classico a oggi

venerdì 23 settembre, ore 21.00 – Auditorium Piazza della Libertà
Femmina folle (Leave Her to Heaven, 1945) di John M. Stahl, 110’

sabato 24 settembre, ore 10.30 – 18.30 – Sala civica “Laura Bassi” – ex Enel in via Mazzini, 6/B
Emanuela Martini Le bastarde del mélo
Barbara Rossi Avvelenatrici, assassine, vendicatrici dai ‘90 al 2020
ore 13.30 light break (i lavori riprendono alle ore 15.30)
Ilaria Feole Le dark lady del noir
ospite: Roberta Torre, in dialogo con Emanuela Martini
Per motivi indipendenti dalla nostra volontà, Roberta Torre non potrà essere presente all’incontro. Avremo comunque modo di fare una chiacchierata informale, condotta da Ilaria Floreano insieme alle altre relatrici della giornata (Ilaria Feole, Emanuela Martini, Barbara Rossi), sul cinema di Roberta Torre, a partire Da “Riccardo va all’inferno” fino al recentissimo “Le favolose”, presentato a Venezia 79 (Giornate degli Autori). Lo spunto di partenza è proprio il libro di cui Ilaria Floreano è autrice, “Shakespeare e il cinema” (2016).

Ilaria Floreano è direttrice per Edizioni Bietti delle collane “I libri di INLAND” e “Fotogrammi”, caporedattrice di “INLAND. Quaderni di cinema”, editor e traduttrice. Tra le sue pubblicazioni: “Concerto per macchina da presa. Musica e suono nel cinema di Krzysztof Kieslowski” (2011), “Shakespeare e il cinema” (2016) e “Volevo dipingere la luce del sole. Vita di Edward Hopper tra pittura e cinema” (2016).


ore 18.30 piccolo aperitivo

domenica 25 settembre, ore 10.30
Consiglio Federale FIC(incontro riservato ai delegati dei circoli)
intervengono: Adriano Piccardi (Presidente), Enrico Zaninetti (Tesoriere), Daniela Vincenzi (Segretario), Barbara Rossi e Sergio Grega (Vicepresidenti)

Tesseramento anno sociale 2022-2023

Care amiche, cari amici
siamo felici di ritrovarvi qui per il consueto appuntamento estivo che vede il lancio della campagna di Tesseramento per il nuovo anno sociale 2022-2023. In questi ultimi due anni abbiamo scelto di procedere con cautela, in due tempi (#Fase1 #Fase2), rendendo prima virtualmente disponibili le tessere (all’inizio dell’estate) – così da accogliere le vostre pre-adesioni – e successivamente (con la fine dell’estate) inviarle.
Procederemo così anche quest’anno perché, pur condividendo con voi la speranza che il peggio sia alle spalle, è meglio non azzardare troppo. Molti circoli hanno già messo a fuoco la programmazione per il nuovo anno e sanno come muoversi; molti altri, purtroppo, non hanno ancora alcuna (o pochissime) certezza/e per il futuro.

Ci sembra quindi doveroso tenere una “giusta distanza”, così da poter capire quale quantitativo di tessere mandare in stampa, al netto dei considerevoli aumenti nel settore cartario.

Vi presentiamo qui i due soggetti per le tessere 2022-2023, entrambi dedicati a due grandissime attrici nel centenario della loro nascita: Ava Gardner e Doris Day.

Ad Ava Gardner (con Burt Lancaster) in I gangsters (The Killers, 1946) di Robert Siodmak dedichiamo le tessere ROSA.

A Doris Day (con Rock Hudson) in Il letto racconta (Pillow Talk, 1959) di Michael Gordon dedichiamo le tessere BLU.

Vi invitiamo fin da ora a rinnovare la quota di adesione (50 euro) e comunicarci il numero di tessere che vi occorrono per organizzare al meglio la vostra attività. Se avete esigenze di tempi e calendario, comunicatecele e certamente ne terremo conto. Procederemo alla spedizione delle tessere a partire dalla fine di agosto.

Con l’occasione vi ricordiamo che:
1) i 50 euro della quota associativa comprendono l’invio delle prime n. 200 tessere omaggio e il rinnovo dell’abbonamento omaggio a Cineforum Rivista;
2) le spese di spedizione sono a carico del circolo e variano in base al peso del plico e alla destinazione (se la spedizione è con corriere).

Contattateci per un preventivo su misura per voi!
Sapete già quanto il vostro aiuto sia prezioso nella diffusione delle nostre iniziative tramite canali social, newsletter, siti online e vi ringraziamo in anticipo per quanto potrete fare.

In questo frattempo, teniamoci in contatto (via telefono o mail): saremo felici di accogliere le vostre richieste.


DOCUMENTI SCARICABILI

LETTERA DEL PRESIDENTE FIC, ADRIANO PICCARDI
MODULO VERDE DOMANDA DI AFFILIAZIONE per perfezionare l’adesione alla FIC nella modalità prescelta e ordinare le tessere federali nel numero necessario per la propria attività annuale.
MODULO ROSA SCHEDA INFORMATIVA per indicare l’attività svolta nell’anno solare 2022, da compilare in tutte le sue parti e far pervenire alla Segreteria entro e non oltre il 10 dicembre 2022.

Al fine di evitare inconvenienti o ritardi nella consegna delle distinte bancarie si prega di inviare la comprova del pagamento all’indirizzo e-mail info@cineforum-fic.com.

Accrediti Mostra del Cinema di Venezia

Gentili amiche e amici,

speriamo di trovarvi bene e che il 2022 possa essere l’anno dell’effettiva ripartenza, per tornare a condividere in sicurezza gli eventi che ci appassionano.
Per questo confermiamo anche per quest’anno la disponibilità per il servizio di accreditamento alla 79. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica (31 agosto – 10 settembre 2022).

Quindi, eccoci: FIC – Federazione Italiana Cineforum, di cui il vostro circolo fa parte, mette a disposizione di tutti gli operatori culturali – ma anche dei semplici tesserati – la possibilità di richiedere l’accredito culturale per la prossima 79. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica.

Il termine da noi fissato per la richiesta dell’accredito è il 30 giugno, salvo esaurimento dei posti disponibili. Il costo dei diritti pro Segreteria, che si occuperà della gestione della pratica, è di 25 euro per ciascun accredito.

La quota di registrazione richiesta dalla Biennale prevede quest’anno tre tariffe diverse, in base a quando deciderete di pagarla:

  • TARIFFA EARLY BIRD: € 80 (pagamento online entro il 7 luglio 2022 alle ore 14.30)
  • TARIFFA FULL: € 90 (pagamento online entro il 9 agosto 2022 alle ore 14.30)
  • TARIFFA LATE: € 100 (pagamento online entro e non oltre il 27 agosto 2022 alle ore 14.30)

ATTENZIONE: Il pagamento dell’accredito, per la quota parte di spettanza della Biennale, quest’anno dovrà avvenire esclusivamente online.

Questi i dati per il bonifico (25 euro) per la parte spettanza Segreteria FIC:

FIC – Federazione Italiana Cineforum
IBAN IT65 B030 6909 6061 0000 0128641
BIC BCITITMM
c/o Intesa Sanpaolo SpA
Filiale III Settore Milano
Piazza Paolo Ferrari, 10 – 20121 Milano
intestato a FIC – Federazione Italiana Cineforum
Causale: Accredito Venezia 2022

Data la disponibilità ridotta degli accrediti, vi ricordiamo che a nostra volta potremo concederne in numero limitato. Per questo vi ricordiamo che la comprova di pagamento della quota diritti pro Segreteria FIC è la garanzia per confermare per vostra posizione in lista.

La richiesta può essere effettuata tramite la Segreteria della FIC (da lunedì a venerdì ore 10.00 – 14.00) al numero 370.3625936 o direttamente via mail all’indirizzo info@cineforum-fic.com. Maggiori informazioni sul sito FIC e sul sito della Biennale.

I dati personali necessari per la registrazione sono: nome, cognome, data e luogo di nascita, indirizzo di residenza (compreso CAP), estremi della carta di identità (numero, data del rilascio, Comune che l’ha rilasciata) mail e cell. + fototessera. Il corretto formato della foto è 100×140 (base x altezza) in formato .jpg. Non è necessario allegare il documento di identità.

Vi ricordiamo inoltre che la comunicazione del codice personale per il ritiro dell’accredito sarà inviata via mail entro la fine del mese di luglio. Non saranno accettate ulteriori richieste in merito a ospitalità e/o partecipazione a eventi straordinari (es. cerimonia di inaugurazione e cerimonia di chiusura).

Vi saremo grati se voleste far girare questa comunicazione tramite le vostre newsletter ai vostri tesserati.

Grazie per la collaborazione, ci vediamo a #Venezia2022!

A Natale regala Cineforum!

3 Special Christmas Edition (e la shopper in omaggio)!

Il pacchetto completo con i primi 4 numeri della Nuova Serie (0 NS, 1 NS, 2 NS e 3 NS) e l’esclusiva shopper da ora e solo fino al 15 gennaio, in tre esclusivi pacchetti.

* la promozione è valida sia per nuove sottoscrizioni che per i rinnovi

The Italian Banker

Una nuova proposta per i Circoli FIC.
The Italian Banker di Alessandro Rossetto.
Antropologia del denaro di un grande spettacolo visivo

Una prodizione Jolefilm, Kublai, Partner Media Investment
in collaborazione con Printmateria, Teatro Stabile del Veneto, Advista.
Parthénos Distribuzione

Dopo i folgoranti Piccola Patria e Effetto Domino, con un
elegantissimo bianco e nero Alessandro Rossetto torna a scandagliare in
profondità l’animo umano, le relazioni economiche e i meccanismi del
potere. The Italian Banker è il racconto di una bruciante notte di
resa dei conti durante una festa esclusiva in una sontuosa villa
palladiana. I personaggi protagonisti sono membri di una élite sociale
e i fatti che ispirano il soggetto del film sono reali. Raccontano del
crack di importanti banche e degli effetti devastanti che hanno avuto
localmente e a livello globale. Con uno stile impeccabile – che ricorda
e modernizza Buñuel, Germi e Fellini – Rossetto indaga spietatamente
il familismo e l’amicalità amorale e le torbide connivenze nelle alte
sfere, che hanno mandato in rovina migliaia di piccoli risparmiatori,
uno tsunami per interi sistemi socioeconomici. Con The Italian Banker
penetriamo il Gotha: banca, potere, clientele – “capi” senza
scrupoli e clientes, persone adulte che non si assumono alcuna
responsabilità.

Il regista è disponibile ad accompagnare il film.

Per info: Mariaraffaella Lucietto
Responsabile Distribuzione Kublaifilm
Phone 349 6865689
distribuzione.raffaellalucietto@gmail.com

Rossetto: un cinema “necessario”Corriere della sera

Grande capacità di raccontare per immaginiSentieriselvaggi.it

The italian banker scava a fondo e senza sconti – Mymovies.it

Un appassionante thriller marxista – Close-up.info

L’osservazione entomologica dell’alta borghesiaCinematographe.it

Una straniante “notte del giudizio” abitata da corpi ridotti a
spettri
– Ilcinematografo.it

Postura civile di fronte a un Paese incivile – Quinlan.it

MATERIALI DEL FILM SCARICABILI QUI:

Pressbook
Foto
Clip
Poster
Trailer

Alida

Una nuova proposta per i Circoli FIC.
Alida di Mimmo Verdesca
Un docufilm dedicato alla vita della grande attrice italiana Alida Valli.

È stato uno dei pochissimi documentari internazionali ad essere selezionato ufficialmente in Cannes Classics 2020, prestigiosa sezione del Festival di Cannes, con la seguente motivazione: “Il regista Mimmo Verdesca dipinge con grande delicatezza e grande affetto il ritratto di un’attrice italiana dal destino e dal talento straordinari: AlidaValli.”  
Inoltre il film è stato selezionato alla 15ª edizione dellaFesta del Cinema di Roma (ottobre 2020), nella sezione Omaggi.
Presente  nelle nomination per il Nastro d’Argento come miglior docufilm 2021.
Il film è impreziosito dalle esclusive testimonianze di Roberto Benigni, Bernardo Bertolucci, Charlotte Rampling, Vanessa Redgrave, Dario Argento, Piero Tosi, Marco Tullio Giordana e di altri illustri protagonisti del cinema italiano e internazionale.

Distribuito da VENICEFILM , che è anche coproduttore con Cinecittà Luce e Kublai film.

Per info: Mariaraffaella Lucietto
Responsabile Distribuzione Kublaifilm
Phone 349 6865689
produzione@venicefilm.it

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