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68° Consiglio Federale FIC

31° Convegno Studi Vedere e Studiare Cinema – 68° Consiglio Federale FIC

27 settembre 2020 – Diretta streaming e votazioni online

Il 68° Consiglio Federale FIC, che quest’anno prevede anche le votazioni per il rinnovo della cariche 2021-2023, è fissato per domenica 27 settembre ore 10.30 in Zoom meeting e sarà un momento particolarmente importante, per non dire cruciale, nella storia della FIC. Al nuovo Presidente spetterà il compito di guidare la Federazione verso un nuovo orizzonte, sia sul terreno delle relazioni con le altre AANNCC, e quindi con il Ministero, che nel rapporto con i circoli, la cui sopravvivenza è (stata) duramente messa alla prova dalle severe misure di contenimento del Covid-19. Nondimeno, al nuovo Presidente spetterà la guida del nuovo corso di Cineforum – Rivista, in qualità di Direttore editoriale. E anche questa non sarà una sfida facile, dopo mesi di silenzio cartaceo, con la temporanea sospensione della pubblicazione, e il conseguente fermo dei proventi da abbonamenti e rinnovi. Il nome del Presidente, così come quello dei membri del Consiglio Direttivo, sarà tra i nomi dei candidati nelle liste. L’appello va quindi al senso di responsabilità, innanzitutto, con la consapevolezza che non basta un ottimo capitano per governare una nave, ma è indispensabile l’equipaggio. In un anno vissuto tra mille turbolenze, credo sia doveroso un ringraziamento a Enrico Zaninetti, che in qualità di Vicepresidente senior ha accettato di assumere la guida della FIC come Presidente ad interim fino a qui. Il resto del percorso dobbiamo farlo insieme.

Istruzioni: come funziona quest’anno?

Consiglio Federale: tutti i delegati dei circoli, in numero proporzionale in base al numero di tessere acquistate e come previsto da Statuto, riceveranno l’invito in Zoom per partecipare all’incontro, domenica 27 settembre ore 10.30. Chiedo cortesemente a tutti la massima collaborazione, facendomi avere l’elenco completo degli aventi diritti al voto (nome, cognome, indirizzo mail) fin da subito. Ciò varrà per la verifica dei poteri, ovvero per il controllo dei titoli di partecipazione dei delegati. Durante il meeting saranno presentate le relazioni del Presidente, del Segretario e del Direttore della rivista; saranno inoltre presentate le liste dei candidati, il bilancio per l’approvazione collegiale e sarà dato spazio di intervento a tutti. A partire dalle ore 12.30 saranno aperte le votazioni attraverso un modulo compilabile strettamente personale il cui link sarà reso disponibile nei giorni antecedenti la votazione. Al fine di garantire la più ampia partecipazione possibile, sia l’approvazione del bilancio che la votazione per il rinnovo delle cariche sarà estesa fino a 10 giorni attraverso la stessa modalità o in maniera cartacea, via posta (all’indirizzo della Segreteria: FIC – Federazione Italiana Cineforum, Via Pignolo 123 – 24121 Bergamo), fissando come scadenza venerdì 9 ottobre. L’assegnazione delle cariche avverrà nel corso della prima riunione di Consiglio Direttivo a seguire il Consiglio Federale. Il Verbale della Commissione elettorale e, successivamente, il Verbale di Conferimento delle cariche saranno pubblicati sul sito.

La convocazione
Il Convegno
La presentazione del Convegno
Il programma del Convegno
La locandina del Convegno

L’analisi rappresentata – Il programma

31° Convegno Studi Vedere e Studiare Cinema – 68° Consiglio Federale FIC

diretta streaming, sabato 26 settembre 2020 alle ore 15.30

L’analisi rappresentata

I videosaggi: forme e funzioni di un pensiero critico che ambisce a fare delle immagini il cuore del proprio discorso. Sul cinema, sicuramente, ma non solo su di esso.

Chiara Grizzaffi –Il videosaggio online, tra istituzionalizzazione e sperimentazione

Sono trascorsi ormai più di dieci anni da quando, nei primi blog online, alcuni critici e cinefili hanno iniziato a sfruttare il potenziale di strumenti di video editing accessibili e dal costo ridotto e di piattaforme di videosharing come YouTube per realizzare e condividere online forme audiovisive di critica e analisi del film. Nelle sue fasi iniziali, la pratica del videosaggio presentava un carattere quasi ‘amatoriale’, a tratti ludico, di ‘saggio’ nel senso meno ricordato del termine – quello, cioè, di un tentativo, di un esperimento, di un azzardo. Successivamente si è assistito a un processo di ‘istituzionalizzazione’ che ha visto il videosaggio affermarsi come pratica critica in magazine online, come metodologia di ricerca per studiosi di tutto il mondo, come strumento didattico in scuole e università, come elemento di promozione e valorizzazione dei prodotti dell’industria culturale.

In questo percorso, il videosaggio ha mantenuto la tendenza all’ibridazione con forme, generi e modelli passati e presenti (il film saggio, il documentario sul cinema, le pratiche di fandom), ma ha anche sviluppato caratteristiche sue proprie, spesso legate all’ambito di sviluppo e diffusione (la pubblicazione accademica, il magazine di critica, il festival di cinema…), oscillando fra il desiderio di trovare legittimità attraverso forme rigidamente strutturate e quello di costituirsi come un ‘esperimento’ che sfugga alle maglie strette di categorizzazioni e ambiti settoriali.

L’intervento intende mettere in evidenza questa tensione attraverso la discussione di alcuni esempi, utili a fornire un orientamento nella complessa e sfaccettata produzione di analisi e critica per immagini, per metterne in luce potenzialità e criticità, ma anche per rilanciare sui possibili sviluppi futuri di una forma ancora in divenire.

Chiara Grizzaffi è assegnista di ricerca presso l’Università IULM di Milano. Suoi saggi sono stati pubblicati in riviste scientifiche come «Bianco e Nero» e «Cinergie» e in diversi volumi, fra cui Harun Farocki. Pensare con gli occhi, a cura di Luisella Farinotti, Barbara Grespi e Federica Villa (Mimesis, Milano 2017) e Critofilm. Cinema che pensa il cinema, a cura di Adriano Aprà (Pesaro Nuovo Cinema, 2016). La sua monografia, I film attraverso i film. Dal “testo introvabile” ai video essay, è uscita per Mimesis nel 2017.


Giampiero Frasca –Cinema al quadrato: Kogonada, dal videosaggio alla fiction

Considerato uno dei più grandi autori di videosaggi e mashups, realizzati soprattutto per Sight & Sound e Criterion Collection, Kogonada riflette sul cinema unendo in un unico istantecritico e percettivo la chiarezza della spiegazione all’evidenza delle immagini. La palese autorialità nella realizzazione dei suoi lavori travalica spesso l’oggetto studiato, creando di fatto un’appropriazione in cui l’approccio critico risiede soprattutto nella selezione del materiale. Allo stesso tempo, la rielaborazione ritmica dello stesso materiale è propria di un videoartista, malgrado lo stesso Kogonada definisca il suo lavoro come una via di mezzo tra il bricolage e il sushi.

Quasi consequenziale è stato quindi l’approdo al lungometraggio di finzione, in cui sono evidenti ossessioni cinematografiche e pratiche comunicative precedenti.

L’intervento intende analizzare il contributo di Kogonada all’arte del videosaggio, mostrando contemporaneamente affinità e divergenze con altri noti videomaker e le specificità che egli ha importato nel suo passaggio alla regia cinematografica.

Giampiero Frasca scrive di cinema. Tra i suoi libri, Road Movie (2001), Manuale dei generi cinematografici (2002), C’era una volta il western (2007), Storia e storie del cinema americano (2013), La suspense (2015).


Laura Spini –Adam Curtis: documentare la controstoria

Un’introduzione all’opera di Adam Curtis, videosaggista inglese con un approccio apertamente polemico e politico alla narrazione della contemporaneità, particolarmente in relazione alle modalità con cui si manifesta e si esplica il potere. Il suo lavoro non prospetta alternative alla distopia in cui viviamo, affidando allo spettatore la responsabilità di interrogarsi su quale futuro lo aspetta, date queste premesse. Con estratti da Hypernormalisation, The Century of the Self, It Felt Like a Kiss.

Laura Spini, bergamasca, cinefila e cinofila, lavora come regista e montatrice in Gran Bretagna. Ha scritto di cinema per «Il Tascabile», «Rolling Stone», «Rivista Studio» e altre pubblicazioni. Insegna montaggio e teorie del montaggio in varie università inglesi e, in Italia, alla Scuola Holden di Torino.  


Antonio Somaini e Cécile Chièze – I videosaggi come forma di analisi cinematografica e l’eredità della teoria ejzenštejniana del montaggio



In un vasto corpus di scritti elaborati nel corso di venticinque anni (1923-48) e solo in minima parte pubblicati durante la sua vita, Sergej M. Ejzenštejn ritorna a più riprese sullo statuto, le forme e i campi di applicazione del montaggio. Di questo procedimento – di cui cercava le origini nei riti dionisiaci, come Nietzsche lo faceva per la tragedia – non gli interessavano solo le possibilità di applicazione nel contesto della realizzazione di un film, ma anche il potenziale conoscitivo, euristico ed ermeneutico, nei confronti della storia e della teoria dell’arte. Il montaggio era per Ejzenštejn una forma di pensiero e uno strumento di analisi, la cui efficacia poteva essere sperimentata analizzando non solo dei film, ma anche un ampio ventaglio di opere provenienti dai diversi campi del disegno e della pittura, della scultura e dell’architettura, della letteratura e della musica.
In anni recenti – grazie anche a una serie di pubblicazioni che hanno fatto conoscere a un pubblico più ampio di artisti, filmmaker e critici delle parti dell’opera di Ejzenštejn rimaste a lungo sconosciute – i principali protagonisti della pratica contemporanea dei videosaggi si sono interrogati sul senso e sulla portata dell’eredità delle idee ejzenštejniane. La rivista [in]Transition. Journal of Videogrphic Film and Moving Image Studies ha dedicato nel 2019 un numero speciale, intitolato Montage Reloaded, proprio a questo tema, pubblicando quattro videosaggi realizzati a seguito di una conferenza intitolata “Eisenstein for the Twenty-First Century”.
Nel loro intervento, Antonio Somaini e Cécile Chièze rifletteranno sull’eredità dell’opera ejzenštejnianea in relazione alla possibilità di concepire il videosaggio come forma audiovisiva fondata sul montaggio e come strumento d’analisi del montaggio stesso 

Antonio Somaini è Professore ordinario di Teoria del cinema, dei media e della cultura visuale presso l’Université Sorbonne Nouvelle – Paris 3, dove dirige il Département Cinéma et Audiovisuel. Tra le sue pubblicazioni, il libro Ejzenstejn. Il cinema, le arti, il montaggio (Einaudi 2011) e la curatela di scritti di Ejzenstejn come le Note per una storia generale del cinema (Amsterdam University Press, 2016)

Cécile Chièze ha conseguito il diploma del master internazionale IMACS (International Master in Audiovisual and Cinema Studies), ed è attualmente iscritta in dottorato presso l’Université Sorbonne Nouvelle – Paris 3. All’attività di ricerca affianca un’attività di montatrice e di insegnamento del montaggio in scuole di cinema a Parigi come l’ESRA, i Gobelins e l’Université Sorbonne Nouvelle Paris 3. La sua tesi di dottorato riguarda il videosaggio come forma di analisi


Modera l’incontro: Saverio Zumbo (Premio Adelio Ferrero, Alessandria)

Saverio Zumbo è autore di saggi e monografie su Antonioni, Kubrick, Wenders, Hitchcock, Bene, Rouch, Eisenstein. Le sue ricerche sono focalizzate in particolare su modernità cinematografica, psicologia del profondo e cultura visuale. Insegna cinema presso l’Università di Genova (campus di Savona). È tra gli organizzatori del Festival Adelio Ferrero, per il quale cura la sezione video-saggi.

Lab 80 film a domicilio

In questa emergenza sanitaria, la nostra cineteca federale Lab 80 film ha deciso di mettere il catalogo più recente a disposizione on demand sul proprio canale Vimeo.

Lab 80 film a domicilio: tanti titoli tra doc e fiction da (ri)vedere comodamente sul divano di casa vostra… a meno di un biglietto in sala!
Quattro film sono disponibili gratuitamente e il catalogo on demand è in continua espansione.
Inoltre, il regista Davide Ferrario – tra i soci fondatori della casa di distribuzione – ha voluto regalare alcuni dei suoi lavori: quattro importanti titoli della sua filmografia + un’imperdibile serie che compongono il pacchetto Pillole di Ferrario.

Scopri tutti i film su vimeo.com/lab80film/vod_pages. Buona visione!

Andrej Tarkovskij. Il cinema come preghiera

Presentato alla 76ª Mostra Internazionale d’arte cinematografica – Venezia Classici, arriva in sala distribuito in Italia dalla nostra cineteca federale Lab 80 film, il documentario sul geniale regista russo, firmato dal figlio Andrej A. Tarkovskij: la vita e l’opera di Tarkovskij narrata dalla voce del Maestro stesso; frammenti di opere, rari materiali d’epoca e nuove riprese in luoghi della sua vita e dei set dei film. L’emozione di incontrare di nuovo il grande artista, al cinema.

Andrej Tarkovskij. Il cinema come preghiera.
di Andrej A. Tarkovskij (Italia, Russia, Svezia, 2019, 97′)

Andrej Tarkovskij, regista geniale, i cui film sono considerati capolavori del cinema mondiale, ci ha lasciato otto pellicole e l’interesse e il desiderio sempre più crescenti di comprendere la sua l’opera. Il film racconta la vita e l’opera di Tarkovskij lasciando la parola al regista stesso che condivide i suoi ricordi, il suo sguardo sull’arte, le riflessioni sul destino dell’artista e sul senso dell’esistenza umana. Grazie a rarissime registrazioni audio, lo spettatore può immergersi nel misterioso universo del suo immaginario cinematografico, comprendere e ripensare l’opera e il mondo interiore del Maestro. Il racconto è accompagnato da registrazioni inedite di poesie di Arsenij Tarkovskij, uno dei più grandi poeti russi del Novecento e padre del regista, lette dallo stesso autore. L’opera poetica di Arsenij ha sempre influenzato il cinema di Andrej, sottolineando il profondo legame culturale e spirituale tra padre e figlio.

Le immagini del film sono costituite da frammenti tratti dalle opere del regista, da rarissimi materiali foto/video d’epoca e dalle riprese effettuate sui luoghi della vita e dei set dei film di Tarkovskij in Russia, in Svezia e in Italia, patria adottiva dell’artista.

Per tutti i circoli aderenti alla FIC sono previste condizioni tariffarie speciali, che diventano ancora più speciali se la scelta è per un minimo di 2 titoli!
Sfoglia il catalogo: lab80.it/distribuzione
Per maggiori info e contatti scrivi a: distribuzione@lab80.it

Corto Villese 2019

FIC – Federazione Italiana Cineforum e Cineforum rivista sono partner della 14^ edizione di Corto Villese, concorso nazionale per cortometraggi. L’evento è organizzato dall’Associazione Traiettorie Instabili, con il patrocinio del Comune di Villa di Serio (Bg) e la collaborazione di Oratorio Don Bosco, Biblioteca di Villa di Serio e Promoserio.

La serata di premiazione si svolgerà a Villa di Serio (Bg) venerdì 22 novembre 2019 ore 21.00 presso il Cineteatro Don Bosco.

I corti finalisti sono:

Black Out di Giuseppe Rasi
Hand in the Cap di Adriano Morelli
La Stanza Bianca di Francesco D’Amore, Mario VezzaLo Schiacciapensieri di Domenico Modafferi
Moths to Flame di Marco Pellegrino, Luca Jankovic
Piano Terra di Natalino Zangaro

Questi i premi che verranno assegnati:

Premio della Giuria: 400€ + targa
Premio del Pubblico: 200€ + targa
Premio della Critica*: 100€ + targa
Premio Traiettorie Instabili: targa
Premio della Biblioteca: targa

* attribuito da Alessandro Lanfranchi, Cineforum Rivista

REGOLAMENTO

Possono partecipare al concorso cortometraggi della durata massima di 15 minuti realizzati dopo il 31/12/2016. I lavori devono essere realizzati da registi nati o residenti in Italia, oppure da una casa di produzione con sede sul territorio nazionale. Non saranno prese in considerazione opere che contengano materiale offensivo per altre persone, intolleranze razziali o religiose, materiale pornografico e, in generale, che risultino lesive dei diritti umani e sociali. Ogni autore potrà inviare un numero massimo di due video-opere.

È prevista una sezione speciale per cortometraggi realizzati da e/o per ragazzi delle scuole primarie e secondarie di primo grado. Sarà compito della giuria decidere quali opere ammettere a questa categoria di concorso.

Canone d’Oriente

di Dario Tomasi

L’intervento mirerà a individuare alcuni elementi di coesione e interrelazione fra le diverse cinematografie dell’Estremo Oriente (Giappone, Cina Popolare, Hong Kong, Taiwan e Corea del Sud), a partire da elementi di ordine culturale, antropologico e artistico. Attraverso i diversi momenti della storia del cinema (dalle origini agli anni del muto, dall’epoca classica alle Nouvelle vagues sino alla contemporaneità e alle tentazioni postmoderne) si tenterà di definire diversi percorsi estetici che accomunano il cammino di queste diverse cinematografie, pur nelle loro differenti specificità nazionali, alla ricerca di un canone comune.

A proposito di canone. Ovvero, come vedere un milione di film e vivere felici
67° Consiglio Federale — 30° Vedere e Studiare Cinema – Convegno di studi

Sabato 21 settembre, Bergamo – Auditorium di Piazza Libertà. Dalle 14.30.

Dario Tomasi insegna Storia del Cinema all’Università di Torino. Per due anni, fra il 1988 e il 1990, ha soggiornato in Giappone come borsista presso la Nihon Daigaku (Japan University). È autore di diversi saggi sul cinema orientale, tra cui: Ozu Yasujirō (1991), Mizoguchi Kenji (1998) e, più recentemente, Il cinema dell’Estremo Oriente (con Marco Dalla Gassa, 2010) e Il cinema asiatico. L’Estremo Oriente (2011). Fra le sue altre pubblicazioni: Lezioni di regia (2004) e Manuale del film (con Gianni Rondolino, 3^ ed., 2018).

Certe tendenze di critica, cinefilia e cinema d’oggi

di Giulio Sangiorgio

Da Bruno Dumont a Lav Diaz, da Steven Soderbergh a Michael Bay, uno studio su come è cambiato il canone dell’autorialismo cinematografico dal 2000 a oggi, e come critica e giovane cinefilia ne hanno modificato certezze e confini: il nuovo arthouse film, l’autorialismo volgare, la “nuova storia del cinema percepita”.

A proposito di canone. Ovvero, come vedere un milione di film e vivere felici
67° Consiglio Federale — 30° Vedere e Studiare Cinema – Convegno di studi

Sabato 21 settembre, Bergamo – Auditorium di Piazza Libertà. Dalle 14.30.

Giulio Sangiorgio è giornalista e critico cinematografico, vive e lavora a Milano. Attualmente è direttore responsabile del settimanale di cinema, televisione, musica e spettacolo «Film Tv», per cui si occupa anche di coordinare il programma del progetto Film Tv Lab. È membro del comitato di selezione del Filmmaker Festival di Milano. Fa parte del consiglio direttivo del Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani, ed è membro della commissione Film della Critica. Si è occupato di saggistica: è stato curatore di collana per la casa editrice Bietti e responsabile delle monografie italiane su Lav Diaz e François Ozon.  

Perché Quarto potere è un capolavoro? Perché sì.

di Luca Malavasi

C’è stato un momento nella recente teoria culturale, coincidente con il postmoderno, in cui la nozione di canone è stata ferocemente attaccata quale simbolo di egemonia (occidentale, bianca, maschile), di ideologia dominante, di autoritarismo. Anche nell’ambito del cinema l’idea di canone è stata quindi sottoposta a significative revisioni. Oggi, tuttavia, depurata dei suoi attributi “colonialisti” e in quanto strumento di selezione, orientamento e  gerarchizzazione, essa sembra poter – e forse dover – riemergere come una necessità culturale.

A proposito di canone. Ovvero, come vedere un milione di film e vivere felici
67° Consiglio Federale — 30° Vedere e Studiare Cinema – Convegno di studi

Sabato 21 settembre, Bergamo – Auditorium di Piazza Libertà. Dalle 14.30.

Luca Malavasi insegna Storia e critica del cinema, Critica cinematografica ed Elementi di cultura visuale presso l’Università di Genova. Si occupa prevalentemente di teoria dell’immagine e di storia e forme del cinema contemporaneo. Tra le sue monografie: Mulholland Drive (2008), Realismo e tecnologia. Caratteri del cinema contemporaneo (2013), Il cinema. Percorsi storici e questioni teoriche (con Giulia Carluccio, Federica Villa, 2015), Postmoderno e cinema. Nuove prospettive d’analisi (2017), Il linguaggio del cinema (2019).

Senso e storie

di Bruno Fornara

Il cinema comincia, quando deve inventare se stesso, come cinema dello sguardo fisso. La mossa successiva è il percorso da fissità a fissità: e Méliès arriva sulla luna. Poi si esplora la scena con il montaggio: quello trasparente, da Griffith fino a noi; quello esibito, da Ejzenstein a tutte le avanguardie. La modernità è il piano sequenza, lo sguardo in continuità. Infine ritorna fuori la primordiale fissità. Non c’è altro: montaggio nascosto o esibito; macchina ferma o in movimento. Fine dell’era delle scoperte cinematografiche. Chi oggi ha, ancora, una visione evoluzionistica pensa che ci sia, ancora, qualcosa da scoprire. Ma Bazin non potrebbe più scrivere un saggio come Evoluzione del linguaggio cinematografico. Fine del nuovo. Domanda che ci guarda e riguarda: a cosa serve allora la critica cinematografica? C’è chi si danna a cercare il nuovo e nuovi canoni. Ma i canoni si disfano, i nuovi autori deperiscono. Intanto, la tendenza del racconto per immagini non è più quella del creare senso con la messinscena. È semplicemente quella del raccontare serie e storie a un pubblico che vuole storie in serie. [Noi vecchi critici credevamo fosse la messinscena con aperture di senso a essere il bello del cinema. È ancora così?]

A proposito di canone. Ovvero, come vedere un milione di film e vivere felici
67° Consiglio Federale — 30° Vedere e Studiare Cinema – Convegno di studi

Sabato 21 settembre, Bergamo – Auditorium di Piazza Libertà. Dalle 14.30.

Bruno Fornara è critico cinematografico, selezionatore e collaboratore artistico per prestigiosi festival. Dal 1978 al 2008 è stato presidente di FIC – Federazione Italiana Cineforum e direttore editoriale della rivista «Cineforum». Ha pubblicato Charles Laughton. La morte corre sul fiume (1998) e Geografia del cinema. Viaggi nella messinscena (2001). Ha fatto parte della Giuria del Premio per giovani critici “Adelio Ferrero” di Alessandria. Ha lavorato per molti anni come coordinatore artistico di Bergamo Film Meeting e collabora attualmente con Torino Film Festival. È membro del gruppo di selezionatori per la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Dal 1994, è docente di Narrazione cinematografica presso la Scuola Holden di Torino.

Di cosa parliamo, quando parliamo di canone cinematografico?

di Adriano Piccardi

Quest’anno il tradizionale convegno di studi organizzato dalla Federazione Italiana Cineforum per sabato 28 settembre 2019 verterà sul tema del “canone cinematografico”.

Il concetto di “canone” è trasversale al mondo dell’arte: ridefinito in continuazione, accettato o contestato, modulato secondo accezioni differenti, talvolta rifiutato apertamente. Ma di cosa parliamo, quando parliamo di canone cinematografico? Il cinema è arte recente e, in quanto tale, dai contorni tutto sommato non sempre ben definiti, visto la sua commistione con il progresso tecnologico, con le strategie dell’industria culturale e con il mercato cui essa si rivolge, di conseguenza influenzabile e influenzato dai fattori più disparati.

Se vogliamo cercare di definirlo in maniera “neutra”, il canone cinematografico può essere inteso certamente come quel percorso il cui compimento ci conduce a dare forma consapevole al nostro amore per il cinema in tutte le sue forme e declinazioni: cinefilia educata, per così dire, e capace di argomentarsi. Ma anche un tale approccio può, anzi deve, essere problematizzato, diventare oggetto di analisi per una nuova messa a fuoco della domanda di legittimità che lo riguarda; tanto più di questi tempi, in cui la narrazione e la rappresentazione cinematografica sono soggette a continue modificazioni condotte su piani diversi (ideativi, produttivi, di consumo), tali da far nascere a volte il dubbio che il discorso sul cinema di oggi non abbia più il medesimo significato di quello possibile fino a pochi anni fa.

I nostri quattro relatori affronteranno la questione, ognuno muovendo dalla propria specifica individualità e collocazione nel quadro della critica e dell’insegnamento cinematografici.

Luca Malavasi sembra voler procedere nella direzione che porta a ribadire la necessità culturale di attribuire al canone una sua innegabile funzione ordinatrice. A partire dal dato oggettivo della feroce critica e della conseguente contestazione cui il concetto di canone è stato sottoposto (in generale) nella recente storia culturale, è però oggi ancora possibile farlo “riemergere come una necessità culturale”, per quanto riveduto e corretto negli eccessi di cui in passato era stato responsabile.

Bruno Fornara conduce invece il suo ragionamento a partire dall’affermazione provocatoria che l’era delle scoperte cinematografiche è finita. E con essa quella del cinema inteso come produzione di senso, a favore delle “serie e storie a un pubblico che vuole storie in serie”. Qual è dunque il posto e la funzione di un “canone” in questa nuova realtà, caratterizzata da una veloce deperibilità degli autori? Quale il ruolo della critica cinematografica, che si è dannata in passato a individuarlo?

Giulio Sangiorgio interviene nella discussione in quanto critico appartenente a una generazione più recente, in grado di muoversi in questo paesaggio mutevole, dai confini labili o porosi, aperti a contaminazioni e alle irruzioni del demone della precarietà, con dimestichezza e consapevolezza. Ciò che per i due precedenti nomi “fa problema” diventa per lui l’accettazione del cambiamento in itinere, inarrestabile, non come la fine di qualcosa ma come una spinta alla necessità di definire cosa intendere per “nuova cinefilia”.

Nel contesto di rilettura culturale descritto, sia pure in termini diversi, dalle relazioni precedenti, appare indispensabile allargare la prospettiva prevalentemente utilizzata parlando di canone cinematografico (quella – brutalizzando – occidentale euro-hollywoodiana, con poche eccezioni). Dario Tomasi delinea un possibile canone orientale, un assaggio della sua immensa ricchezza. Aggiornamento tanto più necessario ora che il cinema asiatico contemporaneo è sempre più presente e apprezzato sugli schermi dei festival e delle sale.

A proposito di canone. Ovvero, come vedere un milione di film e vivere felici
67° Consiglio Federale — 30° Vedere e Studiare Cinema – Convegno di studi

Sabato 21 settembre, Bergamo – Auditorium di Piazza Libertà. Dalle 14.30.