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Le dark lady del noir

Dalla Barbara Stanwyck di La fiamma del peccato alla Carey Mulligan di Una donna promettente, passando per la Rita Hayworth di La signora di Shanghai, la Catherine Deneuve di La mia droga si chiama Julie e la Jessica Lange di Il postino suona sempre due volte: tutte le sfumature di nero delle dark lady, seduttrici fatali, mangiauomini e vamp, e le loro mutazioni dal cinema classico fino alla rivoluzione del #MeToo.


Ilaria Feole è nata a Milano nel 1983. Scrive di cinema e serialità per il settimanale «Film Tv» e fa parte del comitato di selezione della Settimana Internazionale della Critica. È autrice delle monografie Wes Anderson. Genitori, figli e altri animali (Bietti, 2014) e C’era una volta in America di Sergio Leone (Gremese, 2018) ed è tra gli autori di Tutto Fellini (Gremese, 2019) e Architetture del desiderio. Il cinema di Céline Sciamma (Asterisco, 2021).

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Le bastarde del mélo

La terribile, ossessionata antieroina interpretata da Gene Tierney in Femmina folle (capolavoro fiammeggiante del 1945 di John Stahl) non è la più crudele né certamente la prima delle tante signore che hanno percorso il melodramma cinematografico senza mai piegarsi al riscatto morale, o chiedere perdono o, tantomeno, pentirsi. A partire dalle voraci vamp del muto, attraverso le numerose, volitive malvage cui diede volto e tempra Bette Davis e le insospettabili incursioni nella perfidia di Katharine Hepburn (Improvvisamente l’estate scorsa) e Isabelle Huppert (spesso, nei mélo-noir di Chabrol), per arrivare fino alla recente Florence Pugh di Lady Macbeth (raggelato mélo brönte-vittoriano diretto nel 2016 da William Oldroyd), le signore dilaniate per troppo amore o disamore, per odio o vendetta, per gelosia o rabbia, o per pura, intima ossessione di dominio hanno sedotto più di un secolo di cinema (e svariati secoli di narrativa e drammaturgia).


Emanuela Martini, romagnola, nata a Forlì, laureata in Scienze Politiche, appassionata di cinema fin dall’infanzia, cresciuta tra i generi più disparati (dai mélo di Sirk a Jerry Lewis, dai musical alla fantascienza) e tra le più eccentriche proiezioni dei cineclub (Bergman, Neorealismo, Stroheim, Busby Berkeley e Hammer horror). Critico cinematografico, nel comitato di redazione di «Cineforum» dalla fine degli anni ’70, direttore di «FilmTv» dal 1996 al 2007, a lungo collaboratore del Domenicale del «Sole 24 Ore», co-direttore di Bergamo Film Meeting dal 1987 al 2007, è stata membro della commissione di selezione della Settimana della Critica della Mostra del Cinema di Venezia e poi selezionatore di altre sezioni della Mostra, e dal 2007 al 2019 vicedirettore e poi direttore del Torino Film Festival.Attualmente è direttore di Cineforum.
Esperta di cinema anglo-americano, ha scritto: Storia del cinema inglese, Il lungo addio. L’America di Robert Altman, il Castoro su Powell e Pressburger esu Gianni Amelio, Shakespeare e il cinema e numerose altre monografie su generi e autori. Vive a Milano, prevalentemente con compagni felini.

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Avvelenatrici, assassine, vendicatrici dai 90’ al 2020

Si sa – come recita il titolo del celebre film di George Cukor del 1935, con Katharine Hepburn e Cary Grant – che “Il diavolo è femmina”. C’è di più: l’animo femminile – pare raccontarci il cinema della contemporaneità – è capace di sfoggiare, se messo duramente alla prova e in determinate situazioni, non soltanto astuzie mefistofeliche, ma anche temibili, impreviste e raccapriccianti capacità di reazione agli eventi avversi e ai reali o presunti oltraggi perpetrati a suo danno. Dalla Alex di Attrazione fatale alla Annie di Misery non deve morire, passando per La Sposa di Kill Bill: Volume 1 e 2 sino ad arrivare alla Alma di Il filo nascosto, un viaggio cinefilo tra i personaggi femminili più diabolici e violenti degli ultimi trent’anni, per i quali la vendetta può assumere molte forme, ma di sicuro non è un piatto che si consuma freddo.  


Barbara Rossi, media e film educator, è vicepresidente della FIC (Federazione Italiana Cineforum) e presidente dell’Associazione di cultura cinematografica e umanistica “La Voce della Luna” di Alessandria. Dal 2018 è organizzatrice e curatrice, ad Alessandria, della Summer School sui linguaggi del cinema e dei media “Immersi nelle storie”. Giornalista pubblicista, collabora con la rivista “Cineforum”, con “Il Piccolo” di Alessandria e altre testate locali.
Nel 2015 ha pubblicato, con l’editore Le Mani, Anna Magnani, un’attrice dai mille volti tra Roma e Hollywood;nel 2019, con la casa editrice Bietti, Edgar Reitz. Uno sguardo fatto di tempo, monografia dedicata a uno dei maestri fondatori del Nuovo Cinema Tedesco degli anni Sessanta; nel 2021 ha visto la luce per la casa editrice Petite Plaisance Recitare il tempo. Le voci della Heimat di Edgar Reitz.    

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FIC ti porta a BFM 40

FIC e BFM 40 a Bergamo, in presenza, dal 26 marzo al 3 aprile 2022!
Se sei un circolo in regola con il rinnovo della quota associativa per l’anno sociale in corso 2021-2022 riceverai l’invito direttamente dal Festival.
Se non hai ancora rinnovato l’adesione a FIC, sei ancora in tempo, ma fallo subito! Potrai così usufruire dell’offerta riservata.

Il costo dell’accredito per accedere a tutte le proiezioni in presenza e allo streaming per i film delle sezioni in concorso (Mostra Concorso + Visti da Vicino) è di € 15.

Ci vediamo a Bergamo!


Il Festival darà il via alla sua 40ª edizione venerdì 25 marzo, alle ore 21.00 con il CIN’ACUSMONIUM, proiezione acusmatica della copia in 35mm restaurata di Stalker (1979) di Andrej Tarkovskij, a cura dell’associazione Audior, in programma presso l’Agorà Daste (Bergamo, ex Centrale Elettrica di via Daste e Spalenga). In 9 giorni di programmazione inoltre BFM proporrà 2 sezioni competitive – la Mostra Concorso riservata ai lungometraggi di finzione e Visti da Vicino dedicata al documentario -; la retrospettiva che omaggia il cineasta Costa-Gavras; la ricognizione nel cinema europeo contemporaneo, che si soffermerà sul lavoro di Danis Tanović (Bosnia Erzegovina) e Patrice Toye (Belgio); la presenza del regista tedesco Volker Schlöndorff; 1983 – L’anno del contatto, un percorso cinematografico che ripercorre i 40 anni di BFM; il cinema d’animazione con la personale completa della coppia di registi Priit e Olga Pärn; la sezione KINO CLUB, dedicata ai giovani spettatori di ogni età, con una sonorizzazione dal vivo a cura dei ragazzi del conservatorio Gaetano Donizetti di Bergamo, le collaborazioni con Monstra – Lisbona Animation Film Festival e le piattaforme European Film Factory e Cineteca di Milano; la sezione Incontri: Cinema e Arte Contemporanea che vedrà protagonista Ugo Nespolo, realizzata in collaborazione con l’Associazione The Blank; insieme ad anteprime, proiezioni speciali e il DAILY STRIP, l’appuntamento con alcuni tra i migliori illustratori del panorama italiano del fumetto.

Il programma completo della 40a edizione sarà annunciato mercoledì 16 marzo. Info: www.bergamofilmmeeting.it

69° Consiglio Federale FIC

Care amiche, cari amici
come ogni anno torna l’appuntamento con il Consiglio Federale e con il Convegno Studi della FIC. Anche a questo giro dovremo incontrarci non “in presenza” ma in rete, a causa della situazione pandemica non ancora risolta. Situazione che continua a pesare con le sue incognite sul lavoro dei circoli e della Federazione, ma di fronte alla quale non vogliamo tirarci indietro né rinunciare agli obiettivi in cui crediamo e che vogliamo realizzare utilizzando tutti gli strumenti a nostra disposizione.

Come sapete, anche per il nuovo anno sociale 2021-2022, FIC ha lanciato la campagna di Tesseramento nella stessa formula dello scorso anno, in due tempi: #Fase1 #Fase2. Prima sondando la possibilità, da parte dei circoli, di ripartire con l’attività di programmazione; e dal 15 settembre rendendo fisicamente disponibili le tessere. Abbiamo deciso di mandarne in stampa un po’ meno, perché purtroppo i feedback sulla ripartenza – almeno, finora – non sono quelli auspicati. Tuttavia siamo fiduciosi che a partire dal 2022 le cose possano prendere finalmente un vero avvio.

Il 69° Consiglio Federale FIC e il 32° Convegno Studi Vedere e Studiare Cinema si svolgeranno anche quest’anno in streaming, una modalità a cui ci siamo ormai tutti abituati e che quindi non dovrebbe comportare difficoltà di adesione e collegamento per nessuno. Il Convegno ha per titolo Diritto di regia. Donne cineaste, quando a fare i film erano soprattutto gli uomini. Il tema si ricollega idealmente a quello dei corsi online “Cineasti di tutti i tempi” tenuti nei primi mesi dell’anno. L’idea di allargarlo a considerare il lavoro di quattro cineaste appartenenti a cinematografie e momenti storici molto diversi tra loro è venuta dall’evidenza di un fenomeno che caratterizza il cinema dell’oggi, ossia dall’affermarsi sempre più evidente di quello che, per usare un modo di dire corrente, viene definito “cinema al femminile”. Abbiamo pensato, muovendo da questa sollecitazione, di proporre all’attenzione dei partecipanti i nomi di quattro donne-registe che hanno lasciato il loro segno riconoscibile e personale nei film che hanno realizzato, diciamo così “in tempi non sospetti”, cioè quando il mestiere di cineasta era appannaggio quasi esclusivamente del genere maschile: si tratta di Ida Lupino, Tanaka Kinuyo, Larisa Sepit’ko e di Liliana Cavani. A parlarci di loro saranno rispettivamente Emanuela Martini, Roberta Novielli, Roberto Manassero e Francesca Brignoli, che dialogherà con Liliana Cavani stessa.

La diretta streaming si svolgerà in due riprese: venerdì 24 settembre alle ore 17.30 con gli interventi su Larisa Sepit’ko e Tanaka Kinuyo (moderatore Adriano Piccardi); sabato 25 settembre alle ore 15.30, dedicato a Ida Lupino e Liliana Cavani (moderatrice Barbara Rossi). L’accesso sarà possibile dalla pagina Facebook di FIC – Federazione Italiana Cineforum, accessibile anche a coloro i quali non hanno un proprio account sulla piattaforma. Successivamente il video sarà caricato e quindi visionabile anche sul canale YouTube di FIC.

Il 69° Consiglio Federale FIC è fissato per domenica 26 settembre alle ore 10.30, ovviamente sempre in modalità streaming, e sarà riservato ai delegati dei circoli (riceverete un link per il collegamento in Zoom). Per riflettere sulla situazione attuale della Federazione, nel quadro dei rapporti con i circoli, le altre Associazioni cinematografiche nazionali e il Ministero, e per dialogare con i delegati su questi temi interverranno: Adriano Piccardi (Presidente), Enrico Zaninetti (Tesoriere), Daniela Vincenzi (Segretario), Barbara Rossi e Sergio Grega (Vicepresidenti).

Contiamo sulla partecipazione e sulla responsabilità di tutti i delegati affinché l’assemblea possa risultare utile ad affrontare i problemi con cui nella nostra attività siamo costretti a fare quotidianamente i conti in questo contesto ancora così precario e difficile. Non dobbiamo farci demoralizzare dalle difficoltà oggettive in cui ci muoviamo ma cercare insieme soluzioni sostenibili per rilanciare la nostra attività sia a livello locale sia come Federazione.

In bocca al lupo, e sempre viva il lupo!

Adriano Piccardi

Tanaka Kinuyo: una pioniera alla regia

di Roberta Novielli

Nota internazionalmente per gli oltre 250 ruoli interpretati in molti classici del cinema giapponese, e in particolare ricordata come attrice-feticcio del cineasta Mizoguchi Kenji, Tanaka Kinuyo è stata la seconda donna regista in Giappone. Autrice di sei pellicole girate tra il 1953 e il 1962, spesso realizzate in collaborazione con scrittrici e sceneggiatrici, la sua produzione si distingue per l’attenzione dedicata ai personaggi femminili altamente soggettivizzati, attraverso tematiche e ambienti sociali difficilmente posti in luce dai suoi contemporanei. Disadattamento, malattie e prostituzione sono solo alcune delle dimensioni in cui tentano di sopravvivere le sue protagoniste, diventando di fatto simboli della condizione femminile in Giappone durante il decennio di rapido progresso.

Maria Roberta Novielli si è specializzata in Storia del cinema presso la Nihon University (Tokyo) e ora insegna Storia del cinema e dell’animazione all’Università Ca’ Foscari di Venezia. È autrice di vari saggi e monografie principalmente legati al cinema giapponese e ha collaborato con diversi festival cinematografici, organizzando retrospettive sui registi nipponici. È anche curatrice di AsiaMedia, il sito web italiano dedicato al cinema asiatico, direttrice artistica del Ca’ Foscari Short Film Festival e direttrice del Master in Fine Arts in Filmmaking dell’Università Ca’ Foscari.

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Ida Lupino: signora in nero.

di Emanuela Martini

Otto regie cinematografiche, una decina di regie televisive e una sessantina di interpretazioni tra cinema e tv: Ida Lupino, anomala diva noir degli anni 40, perfetta per gli autori che stavano cambiando il cinema, John Huston, Nicholas Ray, Raoul Walsh, spirito molto indipendente e un notevole coraggio, fu anche sceneggiatrice, produttrice e regista di sé stessa. Fondò con il marito la compagnia The Filmakers e cominciò produrre, dirigere e interpretare film che spesso affrontavano temi banditi dal perbenismo hollywoodiano: gravidanze fuori dal matrimonio (Non abbandonarmi), malattia (la poliomelite, in Never Fear), stupro (La preda della belva), bigamia (La grande nebbia). Girando spesso intorno al noir e all’interno di questo rompendo regole e stereotipi di genere. Ironicamente, disse di sé stessa che, com’era stata da attrice la “poor man’s Bette Davis”, da regista era diventata la “poor man’s Don Siegel”.
The Filmakers chiuse nel 1955, e Lupino passò alla televisone, come regista e interprete. Indimenticabile una delle sue ultime interpretazioni: la mamma di Junior Bonner in L’ultimo buscadero di Sam Packinpah.

Emanuela Martini, romagnola, nata a Forlì, laureata in Scienze Politiche, appassionata di cinema fin dall’infanzia, cresciuta tra i generi più disparati (dai mélo di Sirk a Jerry Lewis, dai musical alla fantascienza) e tra le più eccentriche proiezioni dei cineclub (Bergman, Neorealismo, Stroheim, Busby Berkeley e Hammer horror). Critico cinematografico, nel comitato di redazione di Cineforum dalla fine degli anni ’70, direttore di FilmTv dal 1996 al 2007, a lungo collaboratore del Domenicale del Sole 24 Ore, co-direttore di Bergamo Film Meeting dal 1987 al 2007, è stata membro della commissione di selezione della Settimana della Critica della Mostra del Cinema di Venezia e poi selezionatore di altre sezioni della Mostra, e dal 2007 al 2019 vicedirettore e poi direttore del Torino Film Festival.
Attualmente è direttore di Cineforum.
Esperta di cinema anglo-americano, ha scritto: Storia del cinema inglese, Il lungo addio. L’America di Robert Altman, il Castoro su Powell e Pressburger esu Gianni Amelio, Shakespeare e il cinema e numerose altre monografie su generi e autori. Vive a Milano, prevalentemente con compagni felini.

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Larisa Šepit’ko, cineasta sovietica

di Roberto Manassero

Larisa Šepit’ko, morta tragicamente a soli 41 anni nel 1979, è una delle grandi cineaste non celebrate della storia del cinema. Ucraina di nascita, sovietica di formazione, diresse appena quattro film per il cinema, uno per la tv e alcuni episodi di film collettivi. Con il suo ultimo lavoro, L’ascesa (1977), vinse l’Orso d’oro a Berlino: in una storia di sopravvivenza durante la Grande guerra patriottica, il film riassumeva la condizione umana sotto il regime sovietico, lo scontro lacerante tra singolo e collettivo, materiale e spirituale. Il suo cinema era simbolico, intimista, radicale: all’epoca venne celebrato, oggi è stato finalmente riscoperto.

Roberto Manassero, critico cinematografico e giornalista, è selezionatore per la Settimana Internazionale della Critica della Mostra di Venezia e del Festival dei popoli di Firenze. Membro del comitato di redazione e redattore di Cineforum, collabora con FilmTV e MyMovies e con Il dizionario dei film Il Mereghetti. Ha pubblicato monografie di Alfred Hitchcock, Paul Thomas Anderson e il melodramma hollywoodiano.

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Tra l’ombra e la grazia. Il cinema di Liliana Cavani

In occasione del 32° Convegno Studi FIC Vedere e Studiare Cinema (24-25 settembre 2021), abbiamo avuto l’onore di accogliere la partecipazione di Liliana Cavani. In dialogo con Francesca Brignoli e Barbara Rossi, l’incontro con la Cavani è stato un momento emozionante e umanamente molto arricchente. Al di là del opinioni personali, spesso molto contrastanti, sul suo cinema. Abbiamo scelto di rendere pubblica la trascrizione dell’incontro e condividerla con voi, grazie alla generosa disponibilità dei curatori: Arturo Invernici e Barbara Rossi”.


Introdotto da una carrellata dedicata al percorso cinematografico di Liliana Cavani, il dialogo tra la regista e la studiosa intende tracciarne il profilo autoriale dal punto di vista del rapporto con la critica e con il mondo intellettuale, mettendo a fuoco luci e ombre di una relazione dagli esordi ad oggi sempre intensa, che ha dato luogo ad approfondimenti e dibattiti in Italia, in Francia e negli Stati Uniti.

Francesca Brignoli ha dedicato al cinema di Liliana Cavani saggi e la monografia Liliana Cavani. Ogni possibile viaggio (2011). Autrice di volumi (con Nuccio Lodato Orson Welles. Quarto potere, 2015; con Micaela Veronesi Il cinema arte dei corpi, 2019) e di saggi (Barbara Hammer: fare cinema è mettersi al mondo, 2021); si è occupata di attorialità (Charlotte Rampling nel cinema italiano. Una presenza allarmante, 2017; Anomalo, morbido, marginale. Mickey Rourke e il Queer come luogo politico di identificazione, 2019) e fenomeni crossmediali (Identificazione pop di un corpo femminile irregolare. Il caso Gianna Nannini, 2018). Partecipa dal 2015 a FAScinA (Forum Annuale delle Studiose di Cinema e Audiovisivi). È dipendente del Comune di Pavia.

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Tesseramento anno sociale 2021-2022

Care amiche, cari amici,
è passato un altro anno che ci ha tenuto nuovamente in sospeso.
Abbiamo voglia di ripartire e siamo fiduciosi che, nonostante le difficoltà, insieme si possa tornare a fare bene il nostro lavoro, in presenza, con il pubblico, finalmente davanti a un grande schermo.
La FIC è pronta a rilanciare la campagna di Tesseramento per il nuovo anno sociale 2021-2022, nella stessa formula dello scorso anno, in due tempi, #Fase1 #Fase2.

#Fase1
Dal 1° giugno saranno virtualmente disponibili le tessere nei tradizionali due colori, rosa e blu, dedicate a due icone assolute del cinema di tutti i tempi: Anna Magnani in Bellissima (1951) di Luchino Visconti e Marlon Bando in Un tram che si chiama desiderio (A Streetcar Named Desire, 1951) di Elia Kazan. Sono due film che nel 2021 compiono mezzo secolo e che, sempre virtualmente, ci auguriamo di poter rivedere insieme.

#Fase2
Sappiamo che molti dei circoli che hanno tentato di ripartire la scorsa stagione 2020-2021 si sono trovati immediatamente davanti al nuovo stop. Molte delle tessere acquistate, per non dire tutte, sono rimaste invendute. Ci piacerebbe valutare insieme a voi il da farsi: prendiamoci questi mesi di tempo, fino a fine settembre, e capiamo come poter organizzare la nuova offerta di programmazione. Se avremo gli elementi per capire che le cose stanno andando nella giusta direzione, stamperemo le tessere e le renderemo fisicamente disponibili a partire da ottobre.

Per ora vi invitiamo a restare in contatto con noi e a rinnovare la quota di adesione (50 euro), se potete.
Ancora più importante per noi è il vostro aiuto nella diffusione delle nostre iniziative tramite i vostri canali newsletter e social. Teniamoci in contatto, via telefono o mail. Saremo felici di accogliere le vostre richieste.

#Fase1 #Fase2 #noicisiamoevoi?


DOCUMENTI SCARICABILI

LETTERA DEL PRESIDENTE FIC, ADRIANO PICCARDI
• MODULO VERDE DOMANDA DI AFFILIAZIONE
per perfezionare l’adesione alla FIC nella modalità prescelta e ordinare le tessere federali nel numero necessario per la propria attività annuale.
• MODULO ROSA SCHEDA INFORMATIVA
per indicare l’attività svolta nell’anno solare 2021, da compilare in tutte le sue parti e far pervenire alla Segreteria entro e non oltre il 4 dicembre 2021.

Al fine di evitare inconvenienti o ritardi nella consegna delle distinte bancarie si prega di inviare la comprova del pagamento all’indirizzo e-mail info@cineforum-fic.com