Archivi categoria: blog

69° Consiglio Federale FIC

Care amiche, cari amici
come ogni anno torna l’appuntamento con il Consiglio Federale e con il Convegno Studi della FIC. Anche a questo giro dovremo incontrarci non “in presenza” ma in rete, a causa della situazione pandemica non ancora risolta. Situazione che continua a pesare con le sue incognite sul lavoro dei circoli e della Federazione, ma di fronte alla quale non vogliamo tirarci indietro né rinunciare agli obiettivi in cui crediamo e che vogliamo realizzare utilizzando tutti gli strumenti a nostra disposizione.

Come sapete, anche per il nuovo anno sociale 2021-2022, FIC ha lanciato la campagna di Tesseramento nella stessa formula dello scorso anno, in due tempi: #Fase1 #Fase2. Prima sondando la possibilità, da parte dei circoli, di ripartire con l’attività di programmazione; e dal 15 settembre rendendo fisicamente disponibili le tessere. Abbiamo deciso di mandarne in stampa un po’ meno, perché purtroppo i feedback sulla ripartenza – almeno, finora – non sono quelli auspicati. Tuttavia siamo fiduciosi che a partire dal 2022 le cose possano prendere finalmente un vero avvio.

Il 69° Consiglio Federale FIC e il 32° Convegno Studi Vedere e Studiare Cinema si svolgeranno anche quest’anno in streaming, una modalità a cui ci siamo ormai tutti abituati e che quindi non dovrebbe comportare difficoltà di adesione e collegamento per nessuno. Il Convegno ha per titolo Diritto di regia. Donne cineaste, quando a fare i film erano soprattutto gli uomini. Il tema si ricollega idealmente a quello dei corsi online “Cineasti di tutti i tempi” tenuti nei primi mesi dell’anno. L’idea di allargarlo a considerare il lavoro di quattro cineaste appartenenti a cinematografie e momenti storici molto diversi tra loro è venuta dall’evidenza di un fenomeno che caratterizza il cinema dell’oggi, ossia dall’affermarsi sempre più evidente di quello che, per usare un modo di dire corrente, viene definito “cinema al femminile”. Abbiamo pensato, muovendo da questa sollecitazione, di proporre all’attenzione dei partecipanti i nomi di quattro donne-registe che hanno lasciato il loro segno riconoscibile e personale nei film che hanno realizzato, diciamo così “in tempi non sospetti”, cioè quando il mestiere di cineasta era appannaggio quasi esclusivamente del genere maschile: si tratta di Ida Lupino, Tanaka Kinuyo, Larisa Sepit’ko e di Liliana Cavani. A parlarci di loro saranno rispettivamente Emanuela Martini, Roberta Novielli, Roberto Manassero e Francesca Brignoli, che dialogherà con Liliana Cavani stessa.

La diretta streaming si svolgerà in due riprese: venerdì 24 settembre alle ore 17.30 con gli interventi su Larisa Sepit’ko e Tanaka Kinuyo (moderatore Adriano Piccardi); sabato 25 settembre alle ore 15.30, dedicato a Ida Lupino e Liliana Cavani (moderatrice Barbara Rossi). L’accesso sarà possibile dalla pagina Facebook di FIC – Federazione Italiana Cineforum, accessibile anche a coloro i quali non hanno un proprio account sulla piattaforma. Successivamente il video sarà caricato e quindi visionabile anche sul canale YouTube di FIC.

Il 69° Consiglio Federale FIC è fissato per domenica 26 settembre alle ore 10.30, ovviamente sempre in modalità streaming, e sarà riservato ai delegati dei circoli (riceverete un link per il collegamento in Zoom). Per riflettere sulla situazione attuale della Federazione, nel quadro dei rapporti con i circoli, le altre Associazioni cinematografiche nazionali e il Ministero, e per dialogare con i delegati su questi temi interverranno: Adriano Piccardi (Presidente), Enrico Zaninetti (Tesoriere), Daniela Vincenzi (Segretario), Barbara Rossi e Sergio Grega (Vicepresidenti).

Contiamo sulla partecipazione e sulla responsabilità di tutti i delegati affinché l’assemblea possa risultare utile ad affrontare i problemi con cui nella nostra attività siamo costretti a fare quotidianamente i conti in questo contesto ancora così precario e difficile. Non dobbiamo farci demoralizzare dalle difficoltà oggettive in cui ci muoviamo ma cercare insieme soluzioni sostenibili per rilanciare la nostra attività sia a livello locale sia come Federazione.

In bocca al lupo, e sempre viva il lupo!

Adriano Piccardi

Tanaka Kinuyo: una pioniera alla regia

di Roberta Novielli

Nota internazionalmente per gli oltre 250 ruoli interpretati in molti classici del cinema giapponese, e in particolare ricordata come attrice-feticcio del cineasta Mizoguchi Kenji, Tanaka Kinuyo è stata la seconda donna regista in Giappone. Autrice di sei pellicole girate tra il 1953 e il 1962, spesso realizzate in collaborazione con scrittrici e sceneggiatrici, la sua produzione si distingue per l’attenzione dedicata ai personaggi femminili altamente soggettivizzati, attraverso tematiche e ambienti sociali difficilmente posti in luce dai suoi contemporanei. Disadattamento, malattie e prostituzione sono solo alcune delle dimensioni in cui tentano di sopravvivere le sue protagoniste, diventando di fatto simboli della condizione femminile in Giappone durante il decennio di rapido progresso.

Maria Roberta Novielli si è specializzata in Storia del cinema presso la Nihon University (Tokyo) e ora insegna Storia del cinema e dell’animazione all’Università Ca’ Foscari di Venezia. È autrice di vari saggi e monografie principalmente legati al cinema giapponese e ha collaborato con diversi festival cinematografici, organizzando retrospettive sui registi nipponici. È anche curatrice di AsiaMedia, il sito web italiano dedicato al cinema asiatico, direttrice artistica del Ca’ Foscari Short Film Festival e direttrice del Master in Fine Arts in Filmmaking dell’Università Ca’ Foscari.

Torna a Diritto di regia. Donne cineaste, quando a fare i film erano soprattutto gli uomini

Ida Lupino: signora in nero.

di Emanuela Martini

Otto regie cinematografiche, una decina di regie televisive e una sessantina di interpretazioni tra cinema e tv: Ida Lupino, anomala diva noir degli anni 40, perfetta per gli autori che stavano cambiando il cinema, John Huston, Nicholas Ray, Raoul Walsh, spirito molto indipendente e un notevole coraggio, fu anche sceneggiatrice, produttrice e regista di sé stessa. Fondò con il marito la compagnia The Filmakers e cominciò produrre, dirigere e interpretare film che spesso affrontavano temi banditi dal perbenismo hollywoodiano: gravidanze fuori dal matrimonio (Non abbandonarmi), malattia (la poliomelite, in Never Fear), stupro (La preda della belva), bigamia (La grande nebbia). Girando spesso intorno al noir e all’interno di questo rompendo regole e stereotipi di genere. Ironicamente, disse di sé stessa che, com’era stata da attrice la “poor man’s Bette Davis”, da regista era diventata la “poor man’s Don Siegel”.
The Filmakers chiuse nel 1955, e Lupino passò alla televisone, come regista e interprete. Indimenticabile una delle sue ultime interpretazioni: la mamma di Junior Bonner in L’ultimo buscadero di Sam Packinpah.

Emanuela Martini, romagnola, nata a Forlì, laureata in Scienze Politiche, appassionata di cinema fin dall’infanzia, cresciuta tra i generi più disparati (dai mélo di Sirk a Jerry Lewis, dai musical alla fantascienza) e tra le più eccentriche proiezioni dei cineclub (Bergman, Neorealismo, Stroheim, Busby Berkeley e Hammer horror). Critico cinematografico, nel comitato di redazione di Cineforum dalla fine degli anni ’70, direttore di FilmTv dal 1996 al 2007, a lungo collaboratore del Domenicale del Sole 24 Ore, co-direttore di Bergamo Film Meeting dal 1987 al 2007, è stata membro della commissione di selezione della Settimana della Critica della Mostra del Cinema di Venezia e poi selezionatore di altre sezioni della Mostra, e dal 2007 al 2019 vicedirettore e poi direttore del Torino Film Festival.
Attualmente è direttore di Cineforum.
Esperta di cinema anglo-americano, ha scritto: Storia del cinema inglese, Il lungo addio. L’America di Robert Altman, il Castoro su Powell e Pressburger esu Gianni Amelio, Shakespeare e il cinema e numerose altre monografie su generi e autori. Vive a Milano, prevalentemente con compagni felini.

Torna a Diritto di regia. Donne cineaste, quando a fare i film erano soprattutto gli uomini

Larisa Šepit’ko, cineasta sovietica

di Roberto Manassero

Larisa Šepit’ko, morta tragicamente a soli 41 anni nel 1979, è una delle grandi cineaste non celebrate della storia del cinema. Ucraina di nascita, sovietica di formazione, diresse appena quattro film per il cinema, uno per la tv e alcuni episodi di film collettivi. Con il suo ultimo lavoro, L’ascesa (1977), vinse l’Orso d’oro a Berlino: in una storia di sopravvivenza durante la Grande guerra patriottica, il film riassumeva la condizione umana sotto il regime sovietico, lo scontro lacerante tra singolo e collettivo, materiale e spirituale. Il suo cinema era simbolico, intimista, radicale: all’epoca venne celebrato, oggi è stato finalmente riscoperto.

Roberto Manassero, critico cinematografico e giornalista, è selezionatore per la Settimana Internazionale della Critica della Mostra di Venezia e del Festival dei popoli di Firenze. Membro del comitato di redazione e redattore di Cineforum, collabora con FilmTV e MyMovies e con Il dizionario dei film Il Mereghetti. Ha pubblicato monografie di Alfred Hitchcock, Paul Thomas Anderson e il melodramma hollywoodiano.

Torna a Diritto di regia. Donne cineaste, quando a fare i film erano soprattutto gli uomini

Tra l’ombra e la grazia. Il cinema di Liliana Cavani

di Francesca Brignoli

Introdotto da una carrellata dedicata al percorso cinematografico di Liliana Cavani, il dialogo tra la regista e la studiosa intende tracciarne il profilo autoriale dal punto di vista del rapporto con la critica e con il mondo intellettuale, mettendo a fuoco luci e ombre di una relazione dagli esordi ad oggi sempre intensa, che ha dato luogo ad approfondimenti e dibattiti in Italia, in Francia e negli Stati Uniti.

Francesca Brignoli ha dedicato al cinema di Liliana Cavani saggi e la monografia Liliana Cavani. Ogni possibile viaggio (2011). Autrice di volumi (con Nuccio Lodato Orson Welles. Quarto potere, 2015; con Micaela Veronesi Il cinema arte dei corpi, 2019) e di saggi (Barbara Hammer: fare cinema è mettersi al mondo, 2021); si è occupata di attorialità (Charlotte Rampling nel cinema italiano. Una presenza allarmante, 2017; Anomalo, morbido, marginale. Mickey Rourke e il Queer come luogo politico di identificazione, 2019) e fenomeni crossmediali (Identificazione pop di un corpo femminile irregolare. Il caso Gianna Nannini, 2018). Partecipa dal 2015 a FAScinA (Forum Annuale delle Studiose di Cinema e Audiovisivi). È dipendente del Comune di Pavia.

Torna a Diritto di regia. Donne cineaste, quando a fare i film erano soprattutto gli uomini

Tesseramento anno sociale 2021-2022

Care amiche, cari amici,
è passato un altro anno che ci ha tenuto nuovamente in sospeso.
Abbiamo voglia di ripartire e siamo fiduciosi che, nonostante le difficoltà, insieme si possa tornare a fare bene il nostro lavoro, in presenza, con il pubblico, finalmente davanti a un grande schermo.
La FIC è pronta a rilanciare la campagna di Tesseramento per il nuovo anno sociale 2021-2022, nella stessa formula dello scorso anno, in due tempi, #Fase1 #Fase2.

#Fase1
Dal 1° giugno saranno virtualmente disponibili le tessere nei tradizionali due colori, rosa e blu, dedicate a due icone assolute del cinema di tutti i tempi: Anna Magnani in Bellissima (1951) di Luchino Visconti e Marlon Bando in Un tram che si chiama desiderio (A Streetcar Named Desire, 1951) di Elia Kazan. Sono due film che nel 2021 compiono mezzo secolo e che, sempre virtualmente, ci auguriamo di poter rivedere insieme.

#Fase2
Sappiamo che molti dei circoli che hanno tentato di ripartire la scorsa stagione 2020-2021 si sono trovati immediatamente davanti al nuovo stop. Molte delle tessere acquistate, per non dire tutte, sono rimaste invendute. Ci piacerebbe valutare insieme a voi il da farsi: prendiamoci questi mesi di tempo, fino a fine settembre, e capiamo come poter organizzare la nuova offerta di programmazione. Se avremo gli elementi per capire che le cose stanno andando nella giusta direzione, stamperemo le tessere e le renderemo fisicamente disponibili a partire da ottobre.

Per ora vi invitiamo a restare in contatto con noi e a rinnovare la quota di adesione (50 euro), se potete.
Ancora più importante per noi è il vostro aiuto nella diffusione delle nostre iniziative tramite i vostri canali newsletter e social. Teniamoci in contatto, via telefono o mail. Saremo felici di accogliere le vostre richieste.

#Fase1 #Fase2 #noicisiamoevoi?


DOCUMENTI SCARICABILI

LETTERA DEL PRESIDENTE FIC, ADRIANO PICCARDI
• MODULO VERDE DOMANDA DI AFFILIAZIONE
per perfezionare l’adesione alla FIC nella modalità prescelta e ordinare le tessere federali nel numero necessario per la propria attività annuale.
• MODULO ROSA SCHEDA INFORMATIVA
per indicare l’attività svolta nell’anno solare 2021, da compilare in tutte le sue parti e far pervenire alla Segreteria entro e non oltre il 4 dicembre 2021.

Al fine di evitare inconvenienti o ritardi nella consegna delle distinte bancarie si prega di inviare la comprova del pagamento all’indirizzo e-mail info@cineforum-fic.com

Cineforum 1 NS

In questo numero:

EDITORIALE
Emanuela Martini/The Man in the High Castle

PRIMO PIANO
Alberto Crespi/Pastorale comunista Tracce di utopia nel cinema contemporaneo
Lorenzo Rossi/Una partitura incompiuta Il cinema dell’est Europa 1991-2021
Roberto Manassero/Kinoglaz Cinema russo 1950-oggi

GRANDE SCHERMO
Promising Young Woman di Emerald Fennell Giampiero Frasca/Piccole donne crescono La vendetta di Carey Mulligan
Collective di Alexander Nanau Alessandro Uccelli/Fiamme su Bucarest Lo sdegno di un cineasta
Judas and the Black Messiah di Shaka King Pietro Bianchi/Giuda o dell’ambiguità Il ragazzo che tradì Fred Hampton

FLASH FORWARD
Pier Maria Bocchi/Rodrigo Sorogoyen Riflettere la Spagna attraverso i generi

PAESAGGI ITALIANI
Massimo Causo/Verso Sud Gli spettri cromatici delle Puglie
Anton Giulio Mancino/Di stazione in stazione Gli andirivieni dell’immaginario pugliese
I luoghi Mappa con le location dei film
Anton Giulio Mancino/Tra bellezza e impegno Intervista a Michele Placido

FOCUS
Extraliscio – Punk da balera di Elisabetta Sgarbi
Emanuela Martini/Punk’n’Polka Tra i Giro d’Italia 2020 e Sanremo 2021, il nuovo sound del gruppo romagnolo
Nexo Musicals
Elisabetta Sgarbi/Una band di extraterrestri L’autrice racconta l’incontro con i suoi personaggi
Massimo Lastrucci/Facce da balera Il liscio nel cinema italiano

STARDUST MEMORIES
Carlo Pagetti/Omaggio a George Orwell Dal maiale Napoleone al Grande Fratello

GLI ANNI DELLA FENICE
Emiliano Morreale, Mariapaola Pierini/Edgar che avrà cent’anni del 2021 Tutte le stelle di un cinefago eccentrico

NOTEBOOK
Belli e dannati di Gianni Amelio/Dead Man Il viaggio circolare di William Blake
Riveduto e politicamente corretto di Gualtiero De Marinis/Rileggere Lolita nella Contea di Los Angeles
Il lungo addio Federico Pedroni/L’uomo ghignante I mille volti di Christopher Plummer

Cineforum 0 NS

In questo numero:

EDITORIALE
Emanuela Martini/Think!
Adriano Piccardi/Una coppia perfetta

PRIMOPIANO
Immagini e parole contro il razzismo
Pietro Bianchi/Black Movies Matter. I corpi, la rabbia, la radicalizzazione del nuovo cinema afro-americano

One Night in Miami di Regina King
Pier Maria Bocchi/La storia, le storie. Metti una sera in un motel, con Malcolm, Cassius, Jim e Sam
Roberto Manassero/Negroland. Dieci anni di letteratura black americana

2020: l’anno delle sale chiuse
Adriano Piccardi/Schermi delle mie brame. Una stagione davvero complicata
Federico Gironi/Poi arriva la pandemia che tutto il cinema si porta via… La parola agli addetti ai lavori

Mank di David Fincher
Emanuela Martini/Americani Geni o sregolatezza? Tre maverick per la nascita di Quarto potere
Massimo Lastrucci/La maledizione del fratello maggiore. Biografia di Herman Mankiewicz
Filmografia essenziale

PAESAGGI ITALIANI
Tullio Masoni e Paolo Vecchi/Passaggio a Nord-Est. Un mondo tra immobilità e sviluppo
I luoghi. Mappa con indicazioni dei luoghi dei film
Chiara Borroni/La giusta distanza. Intervista a Marco Pettenello
Luca Malavasi/Essere e non essere. A Chioggia, la serie tv dell’autore di Chiamami col tuo nome

CONTROCAMPO
Emanuela Martini/L’uomo che amava le donne. Woody Allen femminista

STARDUST MEMORIES
Fabrizio Tassi/Un noir senza “nero”. À bout de souffle: un uomo, una donna, una rivoluzione cinematografica
Paolo Mereghetti/Sono, dunque filmo. Il cinepensiero (stupendo) di JLG
Alessandro Uccelli/Histoire(s) de Godard

GLI ANNI DELLA FENICE
Federico Pedroni/I bambini ci guardano. La ghost story di Henry James da Suspense a The Haunting of Bly Manor

NOTEBOOK
Belli e dannati di Gianni Amelio/La figlia di Ryan. Il vento e l’ombrellino
Il lungo addio di Alberto Crespi/Carabba libero

FESTIVAL
Torino Film Festival 2020

Lorenzo Rossi/Web Side Stories
Massimo Lastrucci/Attività paranormali

68° Consiglio Federale FIC

31° Convegno Studi Vedere e Studiare Cinema – 68° Consiglio Federale FIC

27 settembre 2020 – Diretta streaming e votazioni online

Il 68° Consiglio Federale FIC, che quest’anno prevede anche le votazioni per il rinnovo della cariche 2021-2023, è fissato per domenica 27 settembre ore 10.30 in Zoom meeting e sarà un momento particolarmente importante, per non dire cruciale, nella storia della FIC. Al nuovo Presidente spetterà il compito di guidare la Federazione verso un nuovo orizzonte, sia sul terreno delle relazioni con le altre AANNCC, e quindi con il Ministero, che nel rapporto con i circoli, la cui sopravvivenza è (stata) duramente messa alla prova dalle severe misure di contenimento del Covid-19. Nondimeno, al nuovo Presidente spetterà la guida del nuovo corso di Cineforum – Rivista, in qualità di Direttore editoriale. E anche questa non sarà una sfida facile, dopo mesi di silenzio cartaceo, con la temporanea sospensione della pubblicazione, e il conseguente fermo dei proventi da abbonamenti e rinnovi. Il nome del Presidente, così come quello dei membri del Consiglio Direttivo, sarà tra i nomi dei candidati nelle liste. L’appello va quindi al senso di responsabilità, innanzitutto, con la consapevolezza che non basta un ottimo capitano per governare una nave, ma è indispensabile l’equipaggio. In un anno vissuto tra mille turbolenze, credo sia doveroso un ringraziamento a Enrico Zaninetti, che in qualità di Vicepresidente senior ha accettato di assumere la guida della FIC come Presidente ad interim fino a qui. Il resto del percorso dobbiamo farlo insieme.

Istruzioni: come funziona quest’anno?

Consiglio Federale: tutti i delegati dei circoli, in numero proporzionale in base al numero di tessere acquistate e come previsto da Statuto, riceveranno l’invito in Zoom per partecipare all’incontro, domenica 27 settembre ore 10.30. Chiedo cortesemente a tutti la massima collaborazione, facendomi avere l’elenco completo degli aventi diritti al voto (nome, cognome, indirizzo mail) fin da subito. Ciò varrà per la verifica dei poteri, ovvero per il controllo dei titoli di partecipazione dei delegati. Durante il meeting saranno presentate le relazioni del Presidente, del Segretario e del Direttore della rivista; saranno inoltre presentate le liste dei candidati, il bilancio per l’approvazione collegiale e sarà dato spazio di intervento a tutti. A partire dalle ore 12.30 saranno aperte le votazioni attraverso un modulo compilabile strettamente personale il cui link sarà reso disponibile nei giorni antecedenti la votazione. Al fine di garantire la più ampia partecipazione possibile, sia l’approvazione del bilancio che la votazione per il rinnovo delle cariche sarà estesa fino a 10 giorni attraverso la stessa modalità o in maniera cartacea, via posta (all’indirizzo della Segreteria: FIC – Federazione Italiana Cineforum, Via Pignolo 123 – 24121 Bergamo), fissando come scadenza venerdì 9 ottobre. L’assegnazione delle cariche avverrà nel corso della prima riunione di Consiglio Direttivo a seguire il Consiglio Federale. Il Verbale della Commissione elettorale e, successivamente, il Verbale di Conferimento delle cariche saranno pubblicati sul sito.

La convocazione
Il Convegno
La presentazione del Convegno
Il programma del Convegno
La locandina del Convegno

L’analisi rappresentata – Il programma

31° Convegno Studi Vedere e Studiare Cinema – 68° Consiglio Federale FIC

diretta streaming, sabato 26 settembre 2020 alle ore 15.30

L’analisi rappresentata

I videosaggi: forme e funzioni di un pensiero critico che ambisce a fare delle immagini il cuore del proprio discorso. Sul cinema, sicuramente, ma non solo su di esso.

Chiara Grizzaffi –Il videosaggio online, tra istituzionalizzazione e sperimentazione

Sono trascorsi ormai più di dieci anni da quando, nei primi blog online, alcuni critici e cinefili hanno iniziato a sfruttare il potenziale di strumenti di video editing accessibili e dal costo ridotto e di piattaforme di videosharing come YouTube per realizzare e condividere online forme audiovisive di critica e analisi del film. Nelle sue fasi iniziali, la pratica del videosaggio presentava un carattere quasi ‘amatoriale’, a tratti ludico, di ‘saggio’ nel senso meno ricordato del termine – quello, cioè, di un tentativo, di un esperimento, di un azzardo. Successivamente si è assistito a un processo di ‘istituzionalizzazione’ che ha visto il videosaggio affermarsi come pratica critica in magazine online, come metodologia di ricerca per studiosi di tutto il mondo, come strumento didattico in scuole e università, come elemento di promozione e valorizzazione dei prodotti dell’industria culturale.

In questo percorso, il videosaggio ha mantenuto la tendenza all’ibridazione con forme, generi e modelli passati e presenti (il film saggio, il documentario sul cinema, le pratiche di fandom), ma ha anche sviluppato caratteristiche sue proprie, spesso legate all’ambito di sviluppo e diffusione (la pubblicazione accademica, il magazine di critica, il festival di cinema…), oscillando fra il desiderio di trovare legittimità attraverso forme rigidamente strutturate e quello di costituirsi come un ‘esperimento’ che sfugga alle maglie strette di categorizzazioni e ambiti settoriali.

L’intervento intende mettere in evidenza questa tensione attraverso la discussione di alcuni esempi, utili a fornire un orientamento nella complessa e sfaccettata produzione di analisi e critica per immagini, per metterne in luce potenzialità e criticità, ma anche per rilanciare sui possibili sviluppi futuri di una forma ancora in divenire.

Chiara Grizzaffi è assegnista di ricerca presso l’Università IULM di Milano. Suoi saggi sono stati pubblicati in riviste scientifiche come «Bianco e Nero» e «Cinergie» e in diversi volumi, fra cui Harun Farocki. Pensare con gli occhi, a cura di Luisella Farinotti, Barbara Grespi e Federica Villa (Mimesis, Milano 2017) e Critofilm. Cinema che pensa il cinema, a cura di Adriano Aprà (Pesaro Nuovo Cinema, 2016). La sua monografia, I film attraverso i film. Dal “testo introvabile” ai video essay, è uscita per Mimesis nel 2017.


Giampiero Frasca –Cinema al quadrato: Kogonada, dal videosaggio alla fiction

Considerato uno dei più grandi autori di videosaggi e mashups, realizzati soprattutto per Sight & Sound e Criterion Collection, Kogonada riflette sul cinema unendo in un unico istantecritico e percettivo la chiarezza della spiegazione all’evidenza delle immagini. La palese autorialità nella realizzazione dei suoi lavori travalica spesso l’oggetto studiato, creando di fatto un’appropriazione in cui l’approccio critico risiede soprattutto nella selezione del materiale. Allo stesso tempo, la rielaborazione ritmica dello stesso materiale è propria di un videoartista, malgrado lo stesso Kogonada definisca il suo lavoro come una via di mezzo tra il bricolage e il sushi.

Quasi consequenziale è stato quindi l’approdo al lungometraggio di finzione, in cui sono evidenti ossessioni cinematografiche e pratiche comunicative precedenti.

L’intervento intende analizzare il contributo di Kogonada all’arte del videosaggio, mostrando contemporaneamente affinità e divergenze con altri noti videomaker e le specificità che egli ha importato nel suo passaggio alla regia cinematografica.

Giampiero Frasca scrive di cinema. Tra i suoi libri, Road Movie (2001), Manuale dei generi cinematografici (2002), C’era una volta il western (2007), Storia e storie del cinema americano (2013), La suspense (2015).


Laura Spini –Adam Curtis: documentare la controstoria

Un’introduzione all’opera di Adam Curtis, videosaggista inglese con un approccio apertamente polemico e politico alla narrazione della contemporaneità, particolarmente in relazione alle modalità con cui si manifesta e si esplica il potere. Il suo lavoro non prospetta alternative alla distopia in cui viviamo, affidando allo spettatore la responsabilità di interrogarsi su quale futuro lo aspetta, date queste premesse. Con estratti da Hypernormalisation, The Century of the Self, It Felt Like a Kiss.

Laura Spini, bergamasca, cinefila e cinofila, lavora come regista e montatrice in Gran Bretagna. Ha scritto di cinema per «Il Tascabile», «Rolling Stone», «Rivista Studio» e altre pubblicazioni. Insegna montaggio e teorie del montaggio in varie università inglesi e, in Italia, alla Scuola Holden di Torino.  


Antonio Somaini e Cécile Chièze – I videosaggi come forma di analisi cinematografica e l’eredità della teoria ejzenštejniana del montaggio



In un vasto corpus di scritti elaborati nel corso di venticinque anni (1923-48) e solo in minima parte pubblicati durante la sua vita, Sergej M. Ejzenštejn ritorna a più riprese sullo statuto, le forme e i campi di applicazione del montaggio. Di questo procedimento – di cui cercava le origini nei riti dionisiaci, come Nietzsche lo faceva per la tragedia – non gli interessavano solo le possibilità di applicazione nel contesto della realizzazione di un film, ma anche il potenziale conoscitivo, euristico ed ermeneutico, nei confronti della storia e della teoria dell’arte. Il montaggio era per Ejzenštejn una forma di pensiero e uno strumento di analisi, la cui efficacia poteva essere sperimentata analizzando non solo dei film, ma anche un ampio ventaglio di opere provenienti dai diversi campi del disegno e della pittura, della scultura e dell’architettura, della letteratura e della musica.
In anni recenti – grazie anche a una serie di pubblicazioni che hanno fatto conoscere a un pubblico più ampio di artisti, filmmaker e critici delle parti dell’opera di Ejzenštejn rimaste a lungo sconosciute – i principali protagonisti della pratica contemporanea dei videosaggi si sono interrogati sul senso e sulla portata dell’eredità delle idee ejzenštejniane. La rivista [in]Transition. Journal of Videogrphic Film and Moving Image Studies ha dedicato nel 2019 un numero speciale, intitolato Montage Reloaded, proprio a questo tema, pubblicando quattro videosaggi realizzati a seguito di una conferenza intitolata “Eisenstein for the Twenty-First Century”.
Nel loro intervento, Antonio Somaini e Cécile Chièze rifletteranno sull’eredità dell’opera ejzenštejnianea in relazione alla possibilità di concepire il videosaggio come forma audiovisiva fondata sul montaggio e come strumento d’analisi del montaggio stesso 

Antonio Somaini è Professore ordinario di Teoria del cinema, dei media e della cultura visuale presso l’Université Sorbonne Nouvelle – Paris 3, dove dirige il Département Cinéma et Audiovisuel. Tra le sue pubblicazioni, il libro Ejzenstejn. Il cinema, le arti, il montaggio (Einaudi 2011) e la curatela di scritti di Ejzenstejn come le Note per una storia generale del cinema (Amsterdam University Press, 2016)

Cécile Chièze ha conseguito il diploma del master internazionale IMACS (International Master in Audiovisual and Cinema Studies), ed è attualmente iscritta in dottorato presso l’Université Sorbonne Nouvelle – Paris 3. All’attività di ricerca affianca un’attività di montatrice e di insegnamento del montaggio in scuole di cinema a Parigi come l’ESRA, i Gobelins e l’Université Sorbonne Nouvelle Paris 3. La sua tesi di dottorato riguarda il videosaggio come forma di analisi


Modera l’incontro: Saverio Zumbo (Premio Adelio Ferrero, Alessandria)

Saverio Zumbo è autore di saggi e monografie su Antonioni, Kubrick, Wenders, Hitchcock, Bene, Rouch, Eisenstein. Le sue ricerche sono focalizzate in particolare su modernità cinematografica, psicologia del profondo e cultura visuale. Insegna cinema presso l’Università di Genova (campus di Savona). È tra gli organizzatori del Festival Adelio Ferrero, per il quale cura la sezione video-saggi.