Di cosa parliamo, quando parliamo di canone cinematografico?

di Adriano Piccardi

Quest’anno il tradizionale convegno di studi organizzato dalla Federazione Italiana Cineforum per sabato 28 settembre 2019 verterà sul tema del “canone cinematografico”.

Il concetto di “canone” è trasversale al mondo dell’arte: ridefinito in continuazione, accettato o contestato, modulato secondo accezioni differenti, talvolta rifiutato apertamente. Ma di cosa parliamo, quando parliamo di canone cinematografico? Il cinema è arte recente e, in quanto tale, dai contorni tutto sommato non sempre ben definiti, visto la sua commistione con il progresso tecnologico, con le strategie dell’industria culturale e con il mercato cui essa si rivolge, di conseguenza influenzabile e influenzato dai fattori più disparati.

Se vogliamo cercare di definirlo in maniera “neutra”, il canone cinematografico può essere inteso certamente come quel percorso il cui compimento ci conduce a dare forma consapevole al nostro amore per il cinema in tutte le sue forme e declinazioni: cinefilia educata, per così dire, e capace di argomentarsi. Ma anche un tale approccio può, anzi deve, essere problematizzato, diventare oggetto di analisi per una nuova messa a fuoco della domanda di legittimità che lo riguarda; tanto più di questi tempi, in cui la narrazione e la rappresentazione cinematografica sono soggette a continue modificazioni condotte su piani diversi (ideativi, produttivi, di consumo), tali da far nascere a volte il dubbio che il discorso sul cinema di oggi non abbia più il medesimo significato di quello possibile fino a pochi anni fa.

I nostri quattro relatori affronteranno la questione, ognuno muovendo dalla propria specifica individualità e collocazione nel quadro della critica e dell’insegnamento cinematografici.

Luca Malavasi sembra voler procedere nella direzione che porta a ribadire la necessità culturale di attribuire al canone una sua innegabile funzione ordinatrice. A partire dal dato oggettivo della feroce critica e della conseguente contestazione cui il concetto di canone è stato sottoposto (in generale) nella recente storia culturale, è però oggi ancora possibile farlo “riemergere come una necessità culturale”, per quanto riveduto e corretto negli eccessi di cui in passato era stato responsabile.

Bruno Fornara conduce invece il suo ragionamento a partire dall’affermazione provocatoria che l’era delle scoperte cinematografiche è finita. E con essa quella del cinema inteso come produzione di senso, a favore delle “serie e storie a un pubblico che vuole storie in serie”. Qual è dunque il posto e la funzione di un “canone” in questa nuova realtà, caratterizzata da una veloce deperibilità degli autori? Quale il ruolo della critica cinematografica, che si è dannata in passato a individuarlo?

Giulio Sangiorgio interviene nella discussione in quanto critico appartenente a una generazione più recente, in grado di muoversi in questo paesaggio mutevole, dai confini labili o porosi, aperti a contaminazioni e alle irruzioni del demone della precarietà, con dimestichezza e consapevolezza. Ciò che per i due precedenti nomi “fa problema” diventa per lui l’accettazione del cambiamento in itinere, inarrestabile, non come la fine di qualcosa ma come una spinta alla necessità di definire cosa intendere per “nuova cinefilia”.

Nel contesto di rilettura culturale descritto, sia pure in termini diversi, dalle relazioni precedenti, appare indispensabile allargare la prospettiva prevalentemente utilizzata parlando di canone cinematografico (quella – brutalizzando – occidentale euro-hollywoodiana, con poche eccezioni). Dario Tomasi delinea un possibile canone orientale, un assaggio della sua immensa ricchezza. Aggiornamento tanto più necessario ora che il cinema asiatico contemporaneo è sempre più presente e apprezzato sugli schermi dei festival e delle sale.

A proposito di canone. Ovvero, come vedere un milione di film e vivere felici
67° Consiglio Federale — 30° Vedere e Studiare Cinema – Convegno di studi

Sabato 21 settembre, Bergamo – Auditorium di Piazza Libertà. Dalle 14.30.

Questa voce è stata pubblicata in blog. Contrassegna il permalink.

I commenti sono chiusi.