Senso e storie

di Bruno Fornara

Il cinema comincia, quando deve inventare se stesso, come cinema dello sguardo fisso. La mossa successiva è il percorso da fissità a fissità: e Méliès arriva sulla luna. Poi si esplora la scena con il montaggio: quello trasparente, da Griffith fino a noi; quello esibito, da Ejzenstein a tutte le avanguardie. La modernità è il piano sequenza, lo sguardo in continuità. Infine ritorna fuori la primordiale fissità. Non c’è altro: montaggio nascosto o esibito; macchina ferma o in movimento. Fine dell’era delle scoperte cinematografiche. Chi oggi ha, ancora, una visione evoluzionistica pensa che ci sia, ancora, qualcosa da scoprire. Ma Bazin non potrebbe più scrivere un saggio come Evoluzione del linguaggio cinematografico. Fine del nuovo. Domanda che ci guarda e riguarda: a cosa serve allora la critica cinematografica? C’è chi si danna a cercare il nuovo e nuovi canoni. Ma i canoni si disfano, i nuovi autori deperiscono. Intanto, la tendenza del racconto per immagini non è più quella del creare senso con la messinscena. È semplicemente quella del raccontare serie e storie a un pubblico che vuole storie in serie. [Noi vecchi critici credevamo fosse la messinscena con aperture di senso a essere il bello del cinema. È ancora così?]

A proposito di canone. Ovvero, come vedere un milione di film e vivere felici
67° Consiglio Federale — 30° Vedere e Studiare Cinema – Convegno di studi

Sabato 21 settembre, Bergamo – Auditorium di Piazza Libertà. Dalle 14.30.

Bruno Fornara è critico cinematografico, selezionatore e collaboratore artistico per prestigiosi festival. Dal 1978 al 2008 è stato presidente di FIC – Federazione Italiana Cineforum e direttore editoriale della rivista «Cineforum». Ha pubblicato Charles Laughton. La morte corre sul fiume (1998) e Geografia del cinema. Viaggi nella messinscena (2001). Ha fatto parte della Giuria del Premio per giovani critici “Adelio Ferrero” di Alessandria. Ha lavorato per molti anni come coordinatore artistico di Bergamo Film Meeting e collabora attualmente con Torino Film Festival. È membro del gruppo di selezionatori per la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Dal 1994, è docente di Narrazione cinematografica presso la Scuola Holden di Torino.

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