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Canone d’Oriente

di Dario Tomasi

L’intervento mirerà a individuare alcuni elementi di coesione e interrelazione fra le diverse cinematografie dell’Estremo Oriente (Giappone, Cina Popolare, Hong Kong, Taiwan e Corea del Sud), a partire da elementi di ordine culturale, antropologico e artistico. Attraverso i diversi momenti della storia del cinema (dalle origini agli anni del muto, dall’epoca classica alle Nouvelle vagues sino alla contemporaneità e alle tentazioni postmoderne) si tenterà di definire diversi percorsi estetici che accomunano il cammino di queste diverse cinematografie, pur nelle loro differenti specificità nazionali, alla ricerca di un canone comune.

A proposito di canone. Ovvero, come vedere un milione di film e vivere felici
67° Consiglio Federale — 30° Vedere e Studiare Cinema – Convegno di studi

Sabato 21 settembre, Bergamo – Auditorium di Piazza Libertà. Dalle 14.30.

Dario Tomasi insegna Storia del Cinema all’Università di Torino. Per due anni, fra il 1988 e il 1990, ha soggiornato in Giappone come borsista presso la Nihon Daigaku (Japan University). È autore di diversi saggi sul cinema orientale, tra cui: Ozu Yasujirō (1991), Mizoguchi Kenji (1998) e, più recentemente, Il cinema dell’Estremo Oriente (con Marco Dalla Gassa, 2010) e Il cinema asiatico. L’Estremo Oriente (2011). Fra le sue altre pubblicazioni: Lezioni di regia (2004) e Manuale del film (con Gianni Rondolino, 3^ ed., 2018).

Certe tendenze di critica, cinefilia e cinema d’oggi

di Giulio Sangiorgio

Da Bruno Dumont a Lav Diaz, da Steven Soderbergh a Michael Bay, uno studio su come è cambiato il canone dell’autorialismo cinematografico dal 2000 a oggi, e come critica e giovane cinefilia ne hanno modificato certezze e confini: il nuovo arthouse film, l’autorialismo volgare, la “nuova storia del cinema percepita”.

A proposito di canone. Ovvero, come vedere un milione di film e vivere felici
67° Consiglio Federale — 30° Vedere e Studiare Cinema – Convegno di studi

Sabato 21 settembre, Bergamo – Auditorium di Piazza Libertà. Dalle 14.30.

Giulio Sangiorgio è giornalista e critico cinematografico, vive e lavora a Milano. Attualmente è direttore responsabile del settimanale di cinema, televisione, musica e spettacolo «Film Tv», per cui si occupa anche di coordinare il programma del progetto Film Tv Lab. È membro del comitato di selezione del Filmmaker Festival di Milano. Fa parte del consiglio direttivo del Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani, ed è membro della commissione Film della Critica. Si è occupato di saggistica: è stato curatore di collana per la casa editrice Bietti e responsabile delle monografie italiane su Lav Diaz e François Ozon.  

Perché Quarto potere è un capolavoro? Perché sì.

di Luca Malavasi

C’è stato un momento nella recente teoria culturale, coincidente con il postmoderno, in cui la nozione di canone è stata ferocemente attaccata quale simbolo di egemonia (occidentale, bianca, maschile), di ideologia dominante, di autoritarismo. Anche nell’ambito del cinema l’idea di canone è stata quindi sottoposta a significative revisioni. Oggi, tuttavia, depurata dei suoi attributi “colonialisti” e in quanto strumento di selezione, orientamento e  gerarchizzazione, essa sembra poter – e forse dover – riemergere come una necessità culturale.

A proposito di canone. Ovvero, come vedere un milione di film e vivere felici
67° Consiglio Federale — 30° Vedere e Studiare Cinema – Convegno di studi

Sabato 21 settembre, Bergamo – Auditorium di Piazza Libertà. Dalle 14.30.

Luca Malavasi insegna Storia e critica del cinema, Critica cinematografica ed Elementi di cultura visuale presso l’Università di Genova. Si occupa prevalentemente di teoria dell’immagine e di storia e forme del cinema contemporaneo. Tra le sue monografie: Mulholland Drive (2008), Realismo e tecnologia. Caratteri del cinema contemporaneo (2013), Il cinema. Percorsi storici e questioni teoriche (con Giulia Carluccio, Federica Villa, 2015), Postmoderno e cinema. Nuove prospettive d’analisi (2017), Il linguaggio del cinema (2019).

Senso e storie

di Bruno Fornara

Il cinema comincia, quando deve inventare se stesso, come cinema dello sguardo fisso. La mossa successiva è il percorso da fissità a fissità: e Méliès arriva sulla luna. Poi si esplora la scena con il montaggio: quello trasparente, da Griffith fino a noi; quello esibito, da Ejzenstein a tutte le avanguardie. La modernità è il piano sequenza, lo sguardo in continuità. Infine ritorna fuori la primordiale fissità. Non c’è altro: montaggio nascosto o esibito; macchina ferma o in movimento. Fine dell’era delle scoperte cinematografiche. Chi oggi ha, ancora, una visione evoluzionistica pensa che ci sia, ancora, qualcosa da scoprire. Ma Bazin non potrebbe più scrivere un saggio come Evoluzione del linguaggio cinematografico. Fine del nuovo. Domanda che ci guarda e riguarda: a cosa serve allora la critica cinematografica? C’è chi si danna a cercare il nuovo e nuovi canoni. Ma i canoni si disfano, i nuovi autori deperiscono. Intanto, la tendenza del racconto per immagini non è più quella del creare senso con la messinscena. È semplicemente quella del raccontare serie e storie a un pubblico che vuole storie in serie. [Noi vecchi critici credevamo fosse la messinscena con aperture di senso a essere il bello del cinema. È ancora così?]

A proposito di canone. Ovvero, come vedere un milione di film e vivere felici
67° Consiglio Federale — 30° Vedere e Studiare Cinema – Convegno di studi

Sabato 21 settembre, Bergamo – Auditorium di Piazza Libertà. Dalle 14.30.

Bruno Fornara è critico cinematografico, selezionatore e collaboratore artistico per prestigiosi festival. Dal 1978 al 2008 è stato presidente di FIC – Federazione Italiana Cineforum e direttore editoriale della rivista «Cineforum». Ha pubblicato Charles Laughton. La morte corre sul fiume (1998) e Geografia del cinema. Viaggi nella messinscena (2001). Ha fatto parte della Giuria del Premio per giovani critici “Adelio Ferrero” di Alessandria. Ha lavorato per molti anni come coordinatore artistico di Bergamo Film Meeting e collabora attualmente con Torino Film Festival. È membro del gruppo di selezionatori per la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Dal 1994, è docente di Narrazione cinematografica presso la Scuola Holden di Torino.

Di cosa parliamo, quando parliamo di canone cinematografico?

di Adriano Piccardi

Quest’anno il tradizionale convegno di studi organizzato dalla Federazione Italiana Cineforum per sabato 28 settembre 2019 verterà sul tema del “canone cinematografico”.

Il concetto di “canone” è trasversale al mondo dell’arte: ridefinito in continuazione, accettato o contestato, modulato secondo accezioni differenti, talvolta rifiutato apertamente. Ma di cosa parliamo, quando parliamo di canone cinematografico? Il cinema è arte recente e, in quanto tale, dai contorni tutto sommato non sempre ben definiti, visto la sua commistione con il progresso tecnologico, con le strategie dell’industria culturale e con il mercato cui essa si rivolge, di conseguenza influenzabile e influenzato dai fattori più disparati.

Se vogliamo cercare di definirlo in maniera “neutra”, il canone cinematografico può essere inteso certamente come quel percorso il cui compimento ci conduce a dare forma consapevole al nostro amore per il cinema in tutte le sue forme e declinazioni: cinefilia educata, per così dire, e capace di argomentarsi. Ma anche un tale approccio può, anzi deve, essere problematizzato, diventare oggetto di analisi per una nuova messa a fuoco della domanda di legittimità che lo riguarda; tanto più di questi tempi, in cui la narrazione e la rappresentazione cinematografica sono soggette a continue modificazioni condotte su piani diversi (ideativi, produttivi, di consumo), tali da far nascere a volte il dubbio che il discorso sul cinema di oggi non abbia più il medesimo significato di quello possibile fino a pochi anni fa.

I nostri quattro relatori affronteranno la questione, ognuno muovendo dalla propria specifica individualità e collocazione nel quadro della critica e dell’insegnamento cinematografici.

Luca Malavasi sembra voler procedere nella direzione che porta a ribadire la necessità culturale di attribuire al canone una sua innegabile funzione ordinatrice. A partire dal dato oggettivo della feroce critica e della conseguente contestazione cui il concetto di canone è stato sottoposto (in generale) nella recente storia culturale, è però oggi ancora possibile farlo “riemergere come una necessità culturale”, per quanto riveduto e corretto negli eccessi di cui in passato era stato responsabile.

Bruno Fornara conduce invece il suo ragionamento a partire dall’affermazione provocatoria che l’era delle scoperte cinematografiche è finita. E con essa quella del cinema inteso come produzione di senso, a favore delle “serie e storie a un pubblico che vuole storie in serie”. Qual è dunque il posto e la funzione di un “canone” in questa nuova realtà, caratterizzata da una veloce deperibilità degli autori? Quale il ruolo della critica cinematografica, che si è dannata in passato a individuarlo?

Giulio Sangiorgio interviene nella discussione in quanto critico appartenente a una generazione più recente, in grado di muoversi in questo paesaggio mutevole, dai confini labili o porosi, aperti a contaminazioni e alle irruzioni del demone della precarietà, con dimestichezza e consapevolezza. Ciò che per i due precedenti nomi “fa problema” diventa per lui l’accettazione del cambiamento in itinere, inarrestabile, non come la fine di qualcosa ma come una spinta alla necessità di definire cosa intendere per “nuova cinefilia”.

Nel contesto di rilettura culturale descritto, sia pure in termini diversi, dalle relazioni precedenti, appare indispensabile allargare la prospettiva prevalentemente utilizzata parlando di canone cinematografico (quella – brutalizzando – occidentale euro-hollywoodiana, con poche eccezioni). Dario Tomasi delinea un possibile canone orientale, un assaggio della sua immensa ricchezza. Aggiornamento tanto più necessario ora che il cinema asiatico contemporaneo è sempre più presente e apprezzato sugli schermi dei festival e delle sale.

A proposito di canone. Ovvero, come vedere un milione di film e vivere felici
67° Consiglio Federale — 30° Vedere e Studiare Cinema – Convegno di studi

Sabato 21 settembre, Bergamo – Auditorium di Piazza Libertà. Dalle 14.30.

Immersi nelle storie. Tra mondi. Cinema, identità e narrazioni

FIC è partner del progetto del nostro circolo di Alessandria La voce della luna.

Summer School 2019
Immersi nelle storie. Tra mondi. Cinema, identità e narrazioni

14-15-22 Giugno, Associazione Cultura e Sviluppo

Il progetto formativo “Immersi nelle storie: media literacy, visual story telling e identità di un territorio in trasformazione”, in fase di realizzazione grazie al patrocinio e sostegno della Fondazione SociAL di Alessandria, propone – esperienza inedita per il territorio alessandrino – l’avvio di un campus estivo per la Media Education e i linguaggi cinematografici, visivi e digitali, rivolto agli studenti e, in generale, ai giovani dai 14 anni in poi.
La Summer School “Immersi nelle storie” – che in questa prima edizione porta come titolo tematico ulteriore Tra mondi. Cinema, identità e narrazioni – viene offerta gratuitamente ai giovani partecipanti, a cui verranno riconosciuti crediti formativi, nelle giornate di venerdì 14, sabato 15 e sabato 22 giugno, negli spazi dell’Associazione Cultura e Sviluppo di Piazza De Andrè 76, Alessandria. I due appuntamenti serali della Summer School saranno aperti alla partecipazione dell’intera cittadinanza.
La Summer School “Immersi nelle storie” propone proiezioni cinematografiche a tema, mini rassegne di cortometraggi, laboratori e workshop (a iscrizione) sulla regia cinematografica, sul Visual Storytelling e l’utilizzo consapevole degli strumenti digitali, sul Grafic Journalism, condotti da registi, media educator, disegnatori, fumettisti e creativi in genere, con l’obiettivo dell’imparare in forma ludica anche attraverso la condivisione di spazi e momenti formativo-ricreativi comuni: un’ iniziativa valida anche per percorsi di alternanza scuola-lavoro.
La Summer School di quest’anno si propone di riflettere in particolar modo sul rapporto tra cinema, territorio, identità dei luoghi e di chi li abita, stimolando la rappresentazione di una città viva e in evoluzione, colta nelle sue trasformazioni, nel rimescolamento di culture, etnie, confessioni, pratiche e tradizioni. Una modalità “social” e ludica per favorire l’integrazione, il dialogo multiculturale, il rispetto e la valorizzazione delle diversità e delle alterità, i principi della cittadinanza attiva che sono a fondamento della società civile come delle buone pratiche della Media Literacy.
“Immersi nelle storie: media literacy, visual story telling e identità di un territorio in trasformazione” è un progetto il cui ente capofila è l’Associazione di cultura cinematografica e umanistica La Voce della Luna, in collaborazione con I.I.S. Saluzzo-Plana; AleComics; Amici del Vinci; Ascom; Associazione Cultura e Sviluppo; Camera di Commercio di Alessandria e Asti; CGIL; Cia Alessandria; FIC-Federazione Italiana Cineforum; Gapp Alessandria, Officinema.
Info:
www.fondazionesocial.it
www.voceluna.altervista.org

La Voce della Luna, Associazione di cultura cinematografica e umanistica, Alessandria. Tel. 340/9418376 

Un film per il Giorno della Memoria

Una nuova proposta per il Giorno della Memoria arriva dalla Cineteca federale Lab 80 film.

I BAMBINI DI RUE SAINT-MAUR 209 di Ruth Zylberman
Francia 2017, 100’ | Doc
Ruth Zylberman ha scelto un edificio parigino di cui non sapeva nulla, il 209 di Rue Saint-Maur. Per diversi anni ha indagato con l’obiettivo di ritrovare i vecchi inquilini del palazzo, per poter ricostruire la storia di quella che era stata una piccola comunità ebrea durante l’occupazione nazista. Ha ritrovato gli ex abitanti del 209 nelle periferie di Parigi, a Melbourne, New York e Tel Aviv. Li ha filmati insieme all’edificio e alle sue pietre, riprendendoli come un organismo vivente, per poter comprendere che cosa resta delle loro vite “interrotte”.

Per tutti i circoli aderenti alla FIC sono previste condizioni tariffarie speciali, che diventano ancora più speciali se la scelta è per un minimo di 2 titoli!
Sfoglia il catalogo: lab80.it/distribuzione
Per maggiori info e contatti scrivi a: distribuzione@lab80.it

A Natale regala Cineforum!

Mettiti comodo perché quest’anno ai regali di Natale ci pensiamo noi.
Tre nuove imperdibili proposte per un regalo di qualità… che dura tutto l’anno!

Natale Cineforum a 110 euro anziché 140 euro se sottoscrivi o rinnovi portando un amico

Natale Cineforum a 60 euro se regali l’abbonanti a un amico che non è ancora abbonato a Cineforum * (la promozione non valida sui rinnovi)

Natale Cineforum sostenitore a 100 euro e avrai il nome sul colophon della rivista + 1 volume in omaggio ** + 1 fascicolo da collezione del valore di 20 euro

…e ricordati di indicare in Area note il nome e l’indirizzo del destinatario dell’abbonamento.
La promozione è valida dal 1° dicembre al 15 gennaio 2019. Auguri di buone feste!
Per info e sottoscrizioni scrivici a abbonamenti@cineforum.it o acquista direttamente la promozione che preferisci su cinebuy.com

* La promozione non è valida sui rinnovi
** Un volume a scelta tra:
 Anche il tempo sogna. Quando il cinema racconta la storia / di Sergio Arecco, Carta pellicola. Scrittori e scritture nel cinema di François Truffaut / di Ezio Alberione, Massimo Marchelli, Gianni Olla, Rosamaria Salvatore, Terrence Malick. Mitografia della modernità / di Francesco Cattaneo, La favola cinematografica / di Jacques Rancière.

 

 

 

A Shot in the Dark – Il calendario

Rassegna di cinema, arte, musica e letteratura dal giallo al thriller

GIOVEDÌ 21 SETTEMBRE | AUDITORIUM DI PIAZZA LIBERTÀ, BERGAMO

Ore 21.00 Anteprima: Blow-Up di Michelangelo Antonioni (Uk, Italia, Usa, 1966, 111’)

VENERDÌ 22 SETTEMBRE | AUDITORIUM DI PIAZZA LIBERTÀ, BERGAMO

Ore 15.00 XXVIII Vedere e studiare Cinema – Convegno di studi – Il giallo tra cinema, scrittura e fumetto. Coordina Stefano Guerini Rocco (Università degli Studi di Bergamo). Interventi di:
• Giuseppe Previtali – Lo strano vizio del cinema giallo. Corpi, identità deviate e genere nell’Italia degli anni Settanta;
• Giovanni Memola – Polli alla diavola. La donna del giallo all’italiana, tra emancipazione e violenza;
• Matteo Pollone – Sherlock Holmes a fumetti: l’adattamento di Giancarlo Berardi e Giorgio Trevisan.

Ore 18.00 Giallo mediterraneo: proiezione del film Total Khéops di Alain Bévérini (Francia, 2002, 90’)

Ore 21.00 Sbirri: proiezione del film The Long Goodbye (Il lungo addio) di Robert Altman (Usa, 1973, 112’)

Ore 23.00 Sbirri: proiezione del film A Shot in the Dark (Uno sparo nel buio) di Blake Edwards (Uk, Usa, 1964, 102’)

SABATO 23 SETTEMBRE | AUDITORIUM DI PIAZZA LIBERTÀ, BERGAMO

Ore 10.00 XXVIII Vedere e studiare Cinema – Convegno di studi- Il giallo tra cinema, scrittura e fumetto. Coordina Stefano Guerini Rocco (Università degli Studi di Bergamo). Interventi di:
• Roberto Chiesi – Una poetica di disillusione e sconfitta. Jean-Claude Izzo e il cinema;
• Roberto Manassero – Vizi di forma (non di sostanza. Il noir tra Chandler e P.T. Anderson;
• Nuccio Lodato – «Persona informata sui fatti». De Cataldo e le mafie capitali.

Ore 15.30 XXVIII Vedere e studiare Cinema – Convegno di studi – Il giallo tra cinema, scrittura e fumetto. Coordina Nuccio Lodato (rivista «Cineforum»). Interventi di:
• Anton Giulio Mancino – La scrittura politico-indiziaria: letteratura, atti processuali, schermo;
• Emanuela Martini – Scrittori e spioni nel cinema inglese;
• Dick Tomasovic – La lettre et l’atmosphère. L’œuvre de Simenon au cinéma

Ore 18.00 Georges Simenon: proiezione del film L’inconnu dans la maison di Georges Lautner (Francia, 1992, 104’)

Ore 20.30 Premiazione: Premio Cavaliere Giallo per la miglior sceneggiatura di un cortometraggio di genere giallo/poliziesco/noir

Ore 21.00 Killer solitari: proiezione del film Le Samouraï (Frank Costello faccia d’angelo) di Jean-Pierre Melville (Francia, 1967, 107’)

Ore 23.00 Killer solitari: proiezione del film The Killer di John Woo (Hong Kong, 1989, 110’)

DOMENICA 24 SETTEMBRE | AUDITORIUM DI PIAZZA LIBERTÀ, BERGAMO

Ore 9.30 Incontro conclusivo riservato ai delegati dei Circoli FIC. Quale futuro per la Federazione Italiana Cineforum? Circoli, attività culturale, servizi: quali prospettive?

DOMENICA 24 SETTEMBRE | CASCINA ELAV, BERGAMO

Ore 21.00 Evento speciale di chiusura: La Batteria in concerto.
Quattro veterani della scena musicale romana più trasversale, uniti dal comune amore per le colonne sonore e le sonorizzazioni italiane degli anni ’60 e ’70, per i gli strumenti vintage e per i film polizieschi.

E INOLTRE…

DAL 21 AL 24 SETTEMBRE | FOYER DELL’AUDITORIUM DI PIAZZA DELLA LIBERTÀ A BERGAMO

Mon cher Simenon. Indizi dal Fondo
Fotografie, edizioni preziose, carteggi, ritagli, libri: piccoli assaggi rari e curiosità in esposizione, tutti provenienti dal Fondo “Georges Simenon a nome di Gianni Da Campo”.
Ingresso gratuito negli orari di apertura dell’Auditorium.

DAL 21 AL 23 SETTEMBRE | AUDITORIUM DI PIAZZA DELLA LIBERTÀ
Aperitivi “Gialli” , a cura di Birrificio Indipendente Elav
Birre in mescita: FREE JAZZ BLANCHE / PUNKS DO IT BITTER / AERESIS / ZAJION
Cocktails alla birra realizzati appositamente per “A shot in the Dark”:
RASPBERRY JAZZ: pestato di lamponi della Val d’Astino e birra Free Jazz Blanche
ZAJION TONIC: Gin Tonic con birra Zajion
SHOT IN THE DARK: Mojito alla birra Aeresis
PROPOSTA GASTRONOMICA: Panini alla birra fatti con impasto ai 7 cereali, cotti nel forno a legna di Cascina Elav, farciti con ingredienti diversi.

È uscito il numero 566 di Cineforum!

Il nuovo numero di Cineforum è ora disponibile. Lo puoi acquistare online in formato cartaceo o digitale su Cinebuy oppure lo trovi in libreria: scopri dove!

EDITORIALE
Adriano Piccardi/Dove, quando p. 03

PRIMOPIANO SIERANEVADA p. 04
Roberto Chiesi/I topi nell’acquario p. 06
Stefano Santoli/Frammenti di una fenomenologia dell’indeterminatezza p.10
Francesco Saverio Marzaduri/Cristi Puiu, l’uomo dietro la macchina da presa p. 13

I FILM
Nicola Rossello/Una vita – Une vie di Stéphane Brizé p. 17
Claudia Bertolé/Ritratto di famiglia con tempesta di Kore-eda Hirokazu p. 20
Massimo Causo/Un appuntamento per la sposa di Rama Burshtein p. 23
Anton Giulio Mancino/I tempi felici verranno presto di Alessandro Comodin p. 26
Paola Brunetta/Quello che so di lei di Martine Provost p. 29
Giancarlo Mancini/Cuori puri di Roberto De Paolis p. 32
Giampiero Frasca/Sette minuti dopo mezzanotte di Juan Antonio Bayona p. 35
Claudio Gaetani/Scappa – Get Out di Jordan Peele p. 38
Edoardo Peretti/Sicilian Ghost Story di Fabio Grassadonia e Antonio Piazza p. 41
Edoardo Zaccagnini, Paola Brunetta, Rinaldo Vignati/Fortunata – Maradonapoli – Quando un padre p. 44

70° FESTIVAL DI CANNES p. 48
Fabrizio Tassi/Dispositivi da Festival p. 49
Le pagelle di Cineforum/Pietro Bianchi, Pier Maria Bocchi, Chiara Borroni, Massimo Causo, Andrea Chimento, Simone Emiliani, Bruno Fornara, Leonardo Gandini, Federico Gironi, Roberto Manassero, Emanuela Martini, Federico Pedroni, Lorenzo Rossi, Simone Soranna, Fabrizio Tassi, Antonio Termenini, Alessandro Uccelli p. 51
Il meglio delle varie sezioni
Concorso
Fuori concorso
Un Certain Regard
Quinzaine des Réalisateurs
Semaine de la Critique p. 54

FESTIVAL
Paolo Vecchi/Trieste 2017 p. 87
Pasquale M. Cicchetti/Note da SXSW Austin, Texas p. 88
Roberto Figazzolo/Die Gedanken sind Frei Innsbruck 2017 p. 90

LE LUNE DEL CINEMA a cura di Nuccio Lodato p. 92